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[SPORT] Pechino, i Giochi "censurati"...

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[SPORT] Pechino, i Giochi "censurati"...

Messaggiodi susamiello » 31/07/2008, 9:53

A pochi giorni dal via, è diventato evidente l'intreccio di limitazioni alle libertà e di pesanti paletti all'informazione
Pechino, i Giochi "censurati". Le promesse mancate dei cinesi
Cade così la speranza che le Olimpiadi potessero portare novità positive. Le vicende tibetane e le proteste sulla fiaccola hanno provocato arroccamento

PECHINO - Il primo dicembre 2006, Pechino annunciava che di lì a poco sarebbero scomparse le ultime restrizioni sulla libertà di circolazione per noi giornalisti stranieri sul territorio della Repubblica Popolare. Il giorno dopo, nel descrivere quel provvedimento, scrivevo su Repubblica: "I Giochi del 2008 semineranno qualche germe di cambiamento in questa Cina". Quella previsione, ahimé, si è avverata nella direzione diametralmente opposta. I reporter stranieri che arrivano in questi giorni, e che si aggiungono a noi corrispondenti permanenti per coprire le Olimpiadi, trovano una Cina per molti aspetti peggiorata dal 2006.

Quello che colpisce subito i nuovi arrivati, naturalmente, è l'insopportabile groviglio di restrizioni alla nostra libertà. Non possiamo andare in Tibet. Non possiamo usare una webcam su Piazza Tienanmen, né in alcuno degli stadi olimpici. Non possiamo accedere a diversi siti Internet oscurati dalla censura. Dietro questi limiti che ci colpiscono direttamente, c'è una situazione ben più drammatica per i cinesi. Rispetto alla tradizionale mancanza di libertà di informazione c'è stato un ulteriore arretramento.

Proprio in vista dei Giochi il governo ha "ripulito" la capitale dei potenziali disturbatori dell'ordine: dagli immigrati che appartengono alle minoranze etniche tibetana e uigura, ai dissidenti, agli avvocati che difendono cause umanitarie. Alcuni di questi attivisti oggi sono agli arresti domiciliari per impedire che entrino in contatto con gli stranieri.

Che cos'è accaduto dunque perché le speranze accese nel dicembre 2006 si vanificassero così brutalmente? Gran parte della spiegazione sta negli avvenimenti tragici di questa primavera, che hanno colto la leadership cinese impreparata, e hanno provocato una reazione furibonda. La rivolta del Tibet a metà marzo, seguita dalle contestazioni contro la fiaccola olimpica a Londra, Parigi e San Francisco, hanno provocato un arroccamento. Il regime di Pechino ha vissuto improvvisamente un incubo: il rischio che questi Giochi con l'accresciuta visibilità che comportano, diventino un'occasione per un "processo virtuale" alla Cina, ai suoi abusi contro i diritti umani, ai suoi gravi ritardi sul terreno delle libertà individuali.

La reazione della nomenklatura ha fatto appello al riflesso condizionato del vittimismo nazionalista: il popolo cinese è stato chiamato a serrare i ranghi contro "l'offensiva" degli stranieri. In questo clima di unità nazionale, invocato per difendere l'immagine della Repubblica Popolare, gli spazi di tolleranza che si erano aperti negli ultimi anni si sono nuovamente ristretti.

Ogni voce critica è catalogata come un "sabotatore" dei Giochi, un nemico della patria. La censura è tornata ad avere carta bianca. Anche le maggiori libertà che erano state promesse a noi giornalisti stranieri sono state revocate, per effetto di questo clima.

Ma le vere vittime non siamo noi: sono le tante voci di dissenso che negli ultimi anni avevano trovato nuovamente il coraggio di farsi sentire in Cina, e ora tacciono in attesa di tempi migliori. In attesa che passi la "nottata" dei Giochi, un avvenimento che paradossalmente ha fatto fare ai leader cinesi un grande balzo all'indietro.

Fonte: Repubblica.it (di Federico Rampini)
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[SPORT] Pechino 2008, non ci sarà censura...

Messaggiodi susamiello » 01/08/2008, 9:02

«la questione è risolta», ha dichiarato la vicepresidente del cio
Pechino 2008, non ci sarà censura per i giornalisti su (quasi) tutti i siti
Dietrofront del governo: restano bloccati solo gli indirizzi web legati alla setta religiosa del Falun Gong

PECHINO (CINA) - La Cina ha annunciato oggi di aver tolto la censura su numerosi siti internet, tra cui quello di Amnesty International, dopo le pressioni ricevute per consentire la massima libertà ai giornalisti nella sala stampa allestita per i Giochi.

CIO - In precedenza il Cio aveva dichiarato che gli organizzatori avevano accettato di sbloccare completamente l'accesso ad Internet per i giornalisti stranieri venuti in Cina per seguire l'evento. I giornalisti stranieri avevano denunciato nei giorni scorsi di non potere accedere ad una serie di siti di dissidenti o organizzazioni sgradite al governo di Pechino. Portavoce del Comitato Organizzatore, il Bocog, avevano confermato che solo i siti legati alla setta religiosa del Falun Gong sono bloccati perchè «illegali» in Cina. «La questione è risolta», ha detto Gunilla Lindberg, vicepresidente del Comitato Olimpico Internazionale.

Fonte: Corriere.it
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Pechino: Fiaccola sfila, festa per migliaia

Messaggiodi susamiello » 06/08/2008, 9:19

Pechino: Fiaccola sfila, festa per migliaia

PECHINO - Migliaia di persone festanti hanno salutato la fiaccola olimpica a Pechino, dove tra due giorni si aprono i Giochi. Su piazza Tiananmen giovani hanno sventolato a lungo le bandiere cinesi insieme a quelle della Coca Cola, uno dei principali sponsor olimpici. Nello stesso momento quattro cittadini inglesi, di cui tre uomini e una donna, sono stati portati via dalla polizia stamattina a Pechino per avere esposto uno striscione 'Tibet libero' in lingua inglese. Lo ha riportato l'agenzia ufficiale Nuova Cina. I quattro, ha reso noto la polizia, sono entrati in Cina con un visto d'ingresso turistico. Si sono radunati all'alba intorno alle 5 e tre quarti nei pressi dello Stadio Nazionale di Pechino (Nido d'Uccello). Due di loro si sono arrampicati su due pali della luce per esporre lo striscione. La polizia è intervenuta dopo 12 minuti, riferisce Nuova Cina, e li ha portati via per condurre indagini.

Sun Weide, portavoce del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Pechino (Bocog), ha confermato che quattro manifestanti pro-Tibet sono stati fermati oggi vicino allo stadio Nido d'Uccello e ha avvertito che le autorità "respingono ogni tentativo di politicizzare i Giochi". Secondo Sun, i quattro fermati sono due cittadini Usa e due britannici, e non quattro britannici, secondo quanto riferisce l'agenzia Nuova Cina. Il portavoce ha confermato che si tratta di tre uomini e una donna. Il portavoce del Bocog ha aggiunto che "la polizia sta continuando le indagini". "Lo Stato cinese ha delle leggi molto chiare - ha avvertito Sun - e tutti devono rispettarle, compresi gli stranieri".

La fiaccola ha cominciato oggi la sua corsa per la capitale. Tra i tedofori c'era il campione di pallacanestro Yao Ming, che é stato a lungo applaudito dal pubblico. Al centro della piazza la fiaccola è stata portata da Eric Legros, il presidente per la Cina della Carrefour, la catena di supermercati francese che é stata boicottata dai nazionalisti cinesi in una rappresaglia per le manifestazioni pro-tibetane di Parigi. Dalla piazza centrale della capitale, la fiaccola ha proseguito la sua corsa verso un altro dei luoghi-simbolo di Pechino, il Tempio del Cielo, dove si concluderà la prima fase della staffetta.

Revocato visto ad atleta attivista per Darfur
L'atleta americano Joey Cheek, medaglia d'oro di pattinaggio velocità nel 2006 e militante per la causa del Darfur, ha avuto revocato il visto per la Cina, dove avrebbe dovuto partecipare alle Olimpiadi che si aprono fra due giorni. Lo rende noto un portavoce dell'Ong Dream for Darfur. "Il suo visto è stato bruscamente revocato" dalle autorità cinesi, ha detto alla France Presse un portavoce dell'associazione, Jonathan Freedman. 'E' scioccante. Una cosa é vedersi rifiutare un visto, un'altra vederselo revocare", ha aggiunto il portavoce.

Bush, la cina consenta libertà di espressione e religione
Il presidente Usa, George W. Bush, sollecita la Cina a permettere "libertà d'espressione e di religione". Parlando nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, Bush rileva che "dove c'é religione, c'é un posto migliore, come negli Stati Uniti. Vado alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici per mostrare il mio rispetto per il popolo cinese".

Fonte: Ansa.it


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