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Nicolas Cage

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Nicolas Cage

Messaggiodi GiusiInLove » 06/10/2008, 14:19

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Documentatevi. Non è più un Coppola, ha deciso di perdere il suo cognome, con tutti i doveri e i privilegi che comportava e concedeva, per essere semplicemente Cage. Esattamente come fecero alcuni grandi reali per amore. E lui, per quale amore è stato spinto ad abbandonare un nome che a Hollywood fa notevolmente la differenza? Educativo e con la faccia da cartone animato (per vai di certe espressioni mimiche esilaranti anche in pellicole drammatiche), Nicolas Cage è diventato un volto che è ormai di pubblico dominio che ha voluto cominciare come cominciano tutti gli attori: facendosi da soli. Anche se poi non è andata proprio così… Proveniente da un clan (i Coppola) il cui cognome ha un peso non indifferente nella storia di Hollywood, Nicolas Cage è figlio di un docente di letteratura comparata, August Coppola, e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang. Suo zio è il grande regista Francis Ford Coppola, i suoi fratelli sono l'attore Marc Coppola e il regista, sceneggiatore, produttore e attore Christopher Coppola. Suo nonno era il compositore Carmine Coppola, molto attivo nella produzione di colonne sonore per i film. Infine, è cugino di Sofia Coppola, del produttore Roman Coppola e dell'attore e batterista dei Phantom Planet Jason Schwartzman. A sei anni, sua madre viene ricoverata in un ospedale psichiatrico per una grave forma di depressione, mentre a dodici i suoi genitori divorziano e il ragazzo viene affidato al padre. Studente di teatro alla Beverly Hills High (che però lascia a 17 anni), termina la sua istruzione alla Justin-Siena High School a Napa, in California. Diplomato alla Scuola di Cinema, Teatro e Televisione della UCLA, a soli quindici anni esordisce sul palcoscenico, a San Francisco, mentre nel 1981, fa qualche apparizione televisiva.
Il suo debutto cinematografico avviene l'anno seguente con la pellicola di Amy Heckerling Fuori di testa con Sean Penn, Jannifer Jason Leigh e Judge Reinhold (con il quale condividerà molti set), ma la pellicola non è affatto un successo, così, convinto che la sua strada non sia per nulla il cinema, si ritrova a vendere pop corn al Fairfax Theater. Fu lo zio Francis a offrirgli un ritorno davanti alla macchina da presa, proponendogli una parte ne Rusty il selvaggio (1984). Parte che Nicolas accettò, ma con un'unica clausola: avrebbe cambiato il suo nome in Nicolas Cage (doppio omaggio al musicista d'avanguardia John Cage e all'eroe di fumetti neri Power Man, Luke Cage) per non creare imbarazzi al notissimo zio.
La sua carriera, almeno in America, decolla finalmente con il ruolo del punk-rocker ne La ragazza di S. Diego di Martha Coolidge, seguito da Cotton Club (1984), sempre diretto dallo zio, nel ruolo di un gangster. Cominciano anche le prime avventure sentimentali: Jenny Wright e Uma Thurman su tutte. Interprete di ruoli un po' grotteschi, ma dotati di grande intensità: passa da Birdy – Le ali della libertà (1984) di Alan Parker a Stregata dalla luna (1987) di Norman Jewison (con il quale si aggiudicò una candidatura di Golden Globe come amante di una Cher in versione italoamericana), poi alle commedie Peggy Sue si è sposata (1986) con Kathleen Turner, e Arizona junior (1987) dei fratelli Coen. Perfino una pellicola italiana nel suo carnet: Tempo di uccidere (1989) di Giuliano Montaldo, recitato accanto a Giancarlo Giannini e Ricky Tognazzi. Storia di un tenente italiano nella Etiopia degli anni Trenta, che è ossessionato dall'omicidio di una giovane indigena. Seguirà una seconda nomination ai Golden Globe come miglior attore per Mi gioco la moglie… a Las Vegas di Andrew Bergman, dove interpreta il giocatore d'azzardo incallito Jack Singer che vende sua moglie (Sarah Jessica Parker) al più ricco James Caan e una serie di film che si alternano per qualità: il capolavoro Cuore selvaggio (1989) di David Lynch, l'erotico Zandalee (1991), L'ultimo inganno e Amos & Andrew (entrambi del 1993), Bufera in Paradiso, Cara insopportabile Tess (con Shirley MacLaine), Può succedere anche a te (1994) e infine Il bacio della morte (1995), remake di un film americano notissimo. Stringerà il premio Oscar come miglior attore protagonista nel 1996 per il ruolo dello scrittore alcolizzato di Via da Las Vegas di Mike Figgis, con Elisabeth Shue. Il ruolo di Ben gli permette di imporsi come un istrione eccentrico e nervoso, a proprio agio nei ruoli borderline, dove sa essere sfolgorante. Seguirà il più malinconico City of Angels, remake del film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino, con Meg Ryan, che nonostante le buone intenzioni difetta di qualcosa. Mentre sarà più serrato e avvincente nel genere thriller e in quelli di azione, al servizio di grandi autori: è un detective materialista e marcio che si ritrova a far proteggere una sconosciuta ne Omicidio in diretta (1998) di Brian De Palma, con Carla Gugino e Gary Sinise; un criminale psicopatico e nel contempo il poliziotto che lo combatte nel travolgente Face/off (1996) di John Woo (pellicola molto amata dal popolo di Mtv); ancora un detective privato in 8MM – Delitto a luci rosse (1999) di Joel Schumacher e, infine, un infermiere nello psichedelico Al di là della vita (1999) di Martin Scorsese. Dopo Fuori in sessanta secondi (2000), è il protagonista del discusso e criticato Il mandolino del Capitano Corelli (2001) di John Madden, ispirato alla vicenda dei soldati italiani uccisi a Cefalonia, all'interno del quale è un militare italiano veramente stereotipato. Laureato ad honorem in Arte alla California State University nel 2001, torna agli war-movie diretto da John Woo ne Windtalkers, poi Sam Raimi gli offre la parte di Norman Osborn/Green Goblin in Spider Man (2002), salvo poi scegliere Willem Dafoe.
L'unico esperimento dietro la macchina da presa ha fruttato la pellicola Sonny (2002), storia di un ragazzo che ritornato a casa dal servizio militare comincia a fare il gigolo. In seguito, presterà il suo naso aquilino, le sue spalle ricurve i la sua fronte stempiata per il ruolo di due gemelli nel virtuoso Il ladro di orchidee (2003) di Spike Jonse, che gli permetterà di avere una meritata nomination all'Oscar come miglior attore protagonista. È la sua migliore performance.
Nell'ambito privato, oltre al suo carattere rissoso, introverso e capriccioso, Nicolas Cage è un vero e proprio dongiovanni: ha un figlio, Weston, dall'attrice Kristina Fullon, che poi lascia per la modella Kristen Zang, abbandonata a sua volta per sposare l'attrice Patricia Arquette, ma dopo anni di unione la loro relazione naufraga e, fatto strano, dopo aver avviato le procedure per la separazione, Cage cambia idea e regala nove miliardi alla moglie per convincerla a non divorziare (anche se la coppia scoppierà comunque). Segue il matrimonio lampo con Lisa Marie Presley, figlia del mitico Elvis e già ex moglie del cantante Michael Jackson, e poi troverà l'amore nella cameriera di un sushi bar, Alice Kim, dalla quale avrà anche un figlio: Kal-el Coppola Cage (nome omaggio al fumetto di "Superman", dato che Cage è un appassionato collezionista di comics).
Migliore amico del cantante e attore Tom Waits e dell'attore Crispin Glover, nel 2003 continua a sborsare interpretazioni che gli faranno meritatamente conquistare lo status ufficiale di divo: l'imbroglione con problemi psicologici e figlia a carico ne Il genio della truffa (2003) di Ridley Scott; l'uomo delle previsioni del tempo in piena crisi familiare ne The Weather Man (2005) di Gore Verbinski e il pompiere colpito dalla tragedia dell'11 settembre ne World Trade Center di Oliver Stone.
Da sempre interessato al ruolo di Superman, che doveva recitare diretto da Tim Burton, Nicolas Cage sceglie i suoi ruoli in base ad un'evoluzione, legata al suo essere, esattamente come farebbe un esploratore: mutante preveggente in Next (2007) di Lee Tamahori, creatura diabolica in Ghost Rider (2007), bianco in giro per Bangkok in Time to Kill (2007), e il cacciatore di tesori nel sequel de Il mistero dei Templari (2004), Il mistero delle pagine perdute (2007), con Jon Voight e Harvey Keitel. Tutti aspetti che lo renderanno un interprete perfetto in uno dei finti trailer del film a episodi Grind House (2007), dove sarà diretto da Rob Zombie.
Uno scacciapensieri. Dotato di una recitazione immediata e frizzante, in grado di passare al personaggio adrenalinico a quello con un surplus di spiritismo, è un attore fenomenale, che riesce a drogate il mondo intero, seppur non con un'abbacinante bellezza, con uno sconcertante realismo nelle sue interpretazioni da sempre inquadrate nel dilemma della scelta del loro destino, tra bene e male, azione e contemplazione. Quanto di più vicino a James Stewart si sia mai visto a Hollywood… anche se vive nella casa che un tempo era di John Wayne.


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GiusiInLove
 
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