Quarant'anni di arte, di vita messi in mostra alla Galleria nazionale d'arte Moderna di Roma. A esporre le sue opere, da quando nel 1971 esordì uìcin una personale alla galleria "La Salita" nella capitale, è il pittore Sandro Chia, classe 1946 e fiorentino di nascita. A curare la mosta antologica è il suo primo mentore, Achille Bonito Oliva, consacrandolo così di fatto tra i maestri della pittura contemporanea.
Attraverso 61 opere, 56 dipinti spesso di grande formato e 5 sculture, più vari disegni, vengono ripercorse le principali tappe della carriera di Chia dagli esordi a oggi. All'interno dell'allestimento i lavori non sono presentati secondo una scansione cronologica, bensì suddivisi in sezioni organizzate attorno al tema della «figurazione»: «Figure Ansiose», «Figure Titaniche», «Figurabile», «Figure ad Arte».
Molte, e tutto sommato riuscite, le «trovate» curatoriali per un'esposizione frutto di un lavoro a tre fra Chia, Bonito Oliva e la soprintendente della Gnam Vittoria Marini Clarelli: didascalie delle opere scritte dall'artista (uomo colto e con forte vena poetica), quadri provenienti non da musei ma da collezioni private e da amici di Chia, e un catalogo in cui ogni opera è spiegata dal dialogo immaginario fra l'artista e un visitatore ideale poco avvezzo all'arte, impersonato dalla stessa
Marini Clarelli.
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