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Giovedi
Dic 03
Messaggio
13
Gen
2009

Il David, tra mito e arte




Capita spesso, quando si parla del cosiddetto “David”, di far riferimento all’opera d’arte del Michelangelo.  Ma è necessario esser consci che son state varie le interpretazioni  fatte in passato nella rappresentazione di tale personaggio mitologico.
Narra la Bibbia che David, ancora giovinetto, risolse a favore di Israele le guerra contro i Filistei scagliando con la propria fionda un sasso che si conficcò in mezzo alla fronte del gigantesco nemico Golia. Dopo averlo ucciso, David avrebbe decapitato Golia.

Donatello, David;bronzo; alt. m 1,58. Firenze, Museo Nazionale del Bargello

La prima opera rappresentante il David è di Donatello.  La scelta del nudo per il David è di origine classica. Ciò è stato motivo di discussione  in quanto, nel medioevo,la nudità  è simbolo del peccato. Ma nel ‘400 esso riacquista il suo autentico significato di purezza ideale. L’eroe è nudo perché difeso solamente dalla sua virtù morale. Classici sono anche il recupero della ponderazione policletèa e la sua delicata luminosità delle superfici.  Il corpo del David si tende per risaltar tratti anatomici e certe contrazioni come la mano nervosa sulla spada e l’arcata ascellare. La testa di Golia e la ghirlanda ai piedi del giovane eroe, i capelli, lo strano copricapo sono tutti elementi che denunciano l’innata inquietudine donatelliana. In questa statua si sono sempre notate alcune stranezze: il copricapo inghirlandato e i calzari, mentre per il resto il corpo è completamente nudo; l’assenza della fionda in mano all’eroe e della ferita mortale nella testa del nemico; la corona d’alloro alla base. Per queste ragioni è stata avanzata l’ipotesi che non rappresenti David ma Mercurio, uccisore di Argo, secondo il mito divulgato da Ovidio nelle “Metamorfosi”.

Andrea del  Verrocchio, David; bronzo; alt. M 1,26. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

Una delle prime opere impegnative del Verrocchio è sicuramente stata quella del David. Non sappiamo con precisione la data della sua creazione. Quest’opera mostra una  plastica asciutta, una magrezza delle forme, un’incisività e nettezza della linea nei tendini e nell’ossatura delle gambe, e una certa rigidezza con spezzature improvvise, nel gonnellino. Alcuni particolari sono dorati come gli ornamenti della cintura, dei gambali, dell’orlatura del gonnellino e dei bordi superiori della corazza. E’ ben visibile la forza modellatrice dello scultore : nelle anatomie, sia quelle delle parti scoperte : la braccia sottili, le mani, le gambe, il collo; sia quelle che si intravedono sotto la corazza di cuoio, e nel tormento plastico della bella testa di Golia, dalla fronte crudemente ferita per il recente colpo mortale. Il sorriso esprime la coscienza delle proprie qualità umane, quelle qualità che hanno indotto il giovane eroe alla vittoria non con l’aiuto divino, ma per le proprie virtù, per la propria superiorità razionale, sorride perché stabilisce un rapporto con lo spazio che lo circonda. Questo David ha una posa molto libera e articolata per il divergere in varie direzioni di alcune parti, come la spada e il braccio sinistro.
 

Michelangelo, David. 1501-1504; alt. M 5,17. Firenze, Galleria dell’Accademia

Il blocco di marmo dal quale Michelangelo ha ricavato il David era stato affidato ad Agostino di Duccio nel 1463-64, ad Antonio Rossellino nel 1476 e, finalmente, sembrando impossibile da utilizzare, era rimasto abbandonato nel cortile dell’Opera del Duomo. Con questo David si rende palese il significato della coscienza dell’uomo e della calma sovrana che gli deriva dalle fede nella superiorità della virtus, la forza morale che è dentro di lui; non dunque, malgrado il classicismo, l’uomo in assoluto, perfetto, secondo la concezione greca, bensì l’uomo

moderno del quale si evidenziano prioralmente le qualità interiori. Infatti, anche se l’impianto  è classico, per la ponderazione policletea, con la corrispondenza inversa fra arti inferiori e superiori, vi è un crescendo di interesse plastico, dal basso verso l’alto, in relazione alla differente importanza delle varie parti del corpo. Dalle gambe, sdutte e lisce, si passa al busto con i possenti rilievi anatomici, per giungere alla testa, fulcro della composizione perché sede del pensiero, quel pensiero che è guida di ogni azione umana. La fronte è corrugata, indicando la concentrazione dell’intelletto, e gli occhi guardano intensamente, perché percepiscono la realtà trasmettendola alla ragione che impone ad essa il proprio logico. A rendere più evidente l’importanza della testa è l’attacco saldo al busto mediante i muscoli sternocleidomastoidei convergenti nella fossetta giugulare e, ad evitare ogni distorsione fecendone intendere più intensamente la fierezza,  e l’ampia calotta dei capelli a ciocche, memori della ritrattistica romana. Le mani rispetto alla norma hanno una grandezza maggiore: una sostiene la fionda e l’altra, abbandonata lungo la gamba, col polso lievemente sollevato, le dita arcuate, le vene rese visibili dall’influenza naturale del sangue verso il basso, è in riposo eppure di straordinaria potenza. Hanno una grandezza maggiore perché sono lo strumento della ragione:senza di esse David non avrebbe abbattuto l’avversario. L’eroe è gigantesco perché la grandezza materiale ne simboleggia quella morale. E’ nudo perché armato soltanto della propria virtù. E’ privo di tradizionali attributi di David, come la testa di Golia e la spada, perché a Michelangelo, più che narrare un fatto biblico, interessa il significato umano.

Gian Lorenzo Bernini, David; 1623 circa; marmo; alt m. 1,90. Roma, Galleria Borghese

Il rinascimento ha visto in David l’uomo eroe, dominatore delle forze avverse con la superiorità della ragione, e lo ha rappresentato immobile, cosciente della sua virtus. Bernini lo coglie invece nell’attimo in cui, teso nello sforzo, sta per scagliare il sasso con la fionda; ciò lo obbliga a ruotare sulle gambe divaricate e a curvarsi sul busto, deviando dall’asse verticale, mentre volge con vivezza la testa, gli occhi intenti nel prendere la mira, la fronte corrugata per la concentrazione.

 
 

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