Inaugurata al Palazzo delle Esposizioni a Roma una grande mostra, curata da Achille Bonito Oliva, dedicata a De Chirico con 120 opere. "La Natura secondo de Chirico", piuttosto che una retrospettiva, vuole essere l'occasione per un nuovo slancio critico, per una rilettura dell'opera di un grande maestro del '900 attraverso un tema centrale della sua poetica. Il taglio individuato dal curatore mette a fuoco il rapporto dell'arte di de Chirico con la fisica e filosofia del naturale.
Pur riflettendo l'intera produzione dell'artista, dagli esordi simbolisti fino agli sviluppi neometafisici degli ultimi anni, la mostra offre un'occasione originale di avvicinarsi all'arte di Giorgio De Chirico, ponendo l'accento su un tema specifico: lo sguardo del pittore sul mondo della Natura, elemento fondamentale e costante nella pittura dell'artista, sia quando viene idealizzata (vedi i paesaggi mitologici) sia quando trasfigurata nell'allucinazione urbana delle Piazze d'Italia o rinnegata nelle algide geometrie dei manichini. Curata da Achille Bonito Oliva, noto critico d'arte, la rassegna prende in esame circa 120 dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, e si articola in sette sezioni tematiche distinte, distribuite in un itinerario ricco e suggestivo nelle gallerie ai lati della monumentale Rotonda di Palazzo delle Esposizioni. Sebbene nato in Grecia, a causa del lavoro del padre, De Chirico è un italiano a tutti gli effetti e la sua italianità la si ritrova perfetta e limpida nei lavori. Una vita vissuta nell'agiatezza di una famiglia borghese, che gli permette di studiare e di avvicinarsi all'arte della pittura. Conosce le grandi sculture del passato, i capolavori pittorici dell'Ottocento, fagocita tutto quello che c'è da vedere, soprattutto durante un lungo soggiorno a Parigi, per poi fare qualcosa di totalmente nuovo. Già i suoi primi lavori vivono di una nuova linfa, ma è con la nascita della Metafisica (nel 1910 con L'enigma di un pomeriggio d'autunno), movimento tra i più importanti del Ventesimo secolo, che arriva a scardinare i più tradizionali clichè della pittura tradizionale, per dare vita a rappresentazione stranianti, dove la realtà sembra solo apparenza. Il Palexpo più che realizzare una retrospettiva del grande artista, gli dedica una mostra ancor più interessante perché incentrata su un tema importante dell'opera del grande maestro, e cioè la Natura. Natura che ovviamente in questo caso perde la sua accezione per essere estrinsecata in tutte le sue possibili declinazioni, viste attraverso le opere di de Chirico.
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Pur riflettendo l'intera produzione dell'artista, dagli esordi simbolisti fino agli sviluppi neometafisici degli ultimi anni, la mostra offre un'occasione originale di avvicinarsi all'arte di Giorgio De Chirico, ponendo l'accento su un tema specifico: lo sguardo del pittore sul mondo della Natura, elemento fondamentale e costante nella pittura dell'artista, sia quando viene idealizzata (vedi i paesaggi mitologici) sia quando trasfigurata nell'allucinazione urbana delle Piazze d'Italia o rinnegata nelle algide geometrie dei manichini. Curata da Achille Bonito Oliva, noto critico d'arte, la rassegna prende in esame circa 120 dipinti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, e si articola in sette sezioni tematiche distinte, distribuite in un itinerario ricco e suggestivo nelle gallerie ai lati della monumentale Rotonda di Palazzo delle Esposizioni. Sebbene nato in Grecia, a causa del lavoro del padre, De Chirico è un italiano a tutti gli effetti e la sua italianità la si ritrova perfetta e limpida nei lavori. Una vita vissuta nell'agiatezza di una famiglia borghese, che gli permette di studiare e di avvicinarsi all'arte della pittura. Conosce le grandi sculture del passato, i capolavori pittorici dell'Ottocento, fagocita tutto quello che c'è da vedere, soprattutto durante un lungo soggiorno a Parigi, per poi fare qualcosa di totalmente nuovo. Già i suoi primi lavori vivono di una nuova linfa, ma è con la nascita della Metafisica (nel 1910 con L'enigma di un pomeriggio d'autunno), movimento tra i più importanti del Ventesimo secolo, che arriva a scardinare i più tradizionali clichè della pittura tradizionale, per dare vita a rappresentazione stranianti, dove la realtà sembra solo apparenza. Il Palexpo più che realizzare una retrospettiva del grande artista, gli dedica una mostra ancor più interessante perché incentrata su un tema importante dell'opera del grande maestro, e cioè la Natura. Natura che ovviamente in questo caso perde la sua accezione per essere estrinsecata in tutte le sue possibili declinazioni, viste attraverso le opere di de Chirico.
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