Ristampate le Lettere di Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia.
La raccolta epistolare che completa il ritratto di Re Nasone compiuto da Salvatore Di Giacomo.
La Casa editrice Sandron ripubblica in una nuova edizione questo epistolario di re Ferdinando IV di Borbone, indisponibile al pubblico dagli anni Venti del Novecento. È costituito da circa 180 lettere del re alla sua seconda moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e principessa di Partanna, scritte fra il dicembre 1820 e il dicembre 1824, e da numerose altre indirizzate alla stessa nobildonna dai due figli del monarca, Francesco e Leopoldo, dalle due figlie Maria Amalia e Maria Cristina e da Maria Teresa Isabella, seconda moglie di Francesco; e comprende quattro ulteriori missive spedite dal sovrano al conte e poi principe Razumowsky, ambasciatore di Russia alla corte di Vienna.
Salvatore Di Giacomo
Ferdinando IV e il suo ultimo amore
€ 15,00
Ferdinando IV e il suo ultimo amore esce nel 1914, nella "Collezione settecentesca" di Remo Sandron diretta dallo stesso Salvatore Di Giacomo, insieme a un secondo volume da lui dedicato al pittoresco "Re Nasone": Lettere di Ferdinando IV alla duchessa di Floridia. Avvalendosi di testimonianze sincrone – pagine di diaristi e memorialisti, articoli di giornale, lettere – l'Autore tratteggia l'ultimo periodo della vita di Ferdinando, a partire dal 1814, anno della scomparsa della prima moglie Maria Carolina d'Austria e del suo secondo morganatico matrimonio con la siciliana Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. ...
Salvatore Di Giacomo
Lettere di Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia
€ 18,00
Lettere di Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia appare per la prima volta nel 1914 nell'elegante "Collezione settecentesca", diretta dall'Autore, contemporaneamente a Ferdinando IV e il suo ultimo amore, di cui costituisce l'essenziale complemento. L'epistolario è formato da circa 180 lettere del re alla sua seconda moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e principessa di Partanna, datate fra il dicembre 1820 e il dicembre 1824, e da numerose altre indirizzate alla stessa destinataria dai due figli del monarca, Francesco duca di Calabria e Leopoldo principe di Salerno, dalle due figlie Maria Amalia e Maria Cristina e da Maria Teresa Isabella, seconda moglie di Francesco; e comprende quattro ulteriori missive spedite dal sovrano al conte poi principe Razumowsky, ambasciatore di Russia alla corte di Vienna.
... Alla ricerca dei classici perduti Iniziativa culturalmente assai valida quella della casa editrice Sandron e del suo direttore editoriale, l'editor e scrittore fiorentino Silvio Ulivelli, che lancia la collana "Rarità letterarie del primo Novecento".Ha il sapore della riscoperta di un affresco scomparso la ristampa di opere degli inizi dello scorso secolo che nessuno ripubblicava più da decenni o addirittura dalla prima edizione e che quindi sono rimaste per generazioni ignote ai lettori e agli stessi critici. Quelli furono gli anni delle prime inchieste parlamentari sulle condizioni di vita del paese reale, segnati in campo culturale dall'influsso prevalente del Verismo e del Positivismo.Di recente uno studente italiano ha scoperto a Madrid un'opera perduta di Saverio Mercadante: si tratta de I due Figaro, sequel delle Nozze di Figaro e del Barbiere di Siviglia, che verrà diretta dal maestro Muti al festival di Ravenna e a Salisburgo. L'iniziativa della Sandron va nella stessa direzione, quella della valorizzazione della tradizione culturale italiana, splendida ma troppo poco conosciuta anche per la sua stessa sterminata vastità. Queste opere salvate dall'oblio potranno alimentare l'erudizione personale dei lettori più colti e la curiosità professionale degli studiosi, contribuendo a una conoscenza più completa di alcuni scrittori di notevole valore. Le nuove edizioni sono corredate di apparati volutamente "leggeri" per non affliggere inutilmente il lettore, chiamato a confrontarsi con testi poco noti ma pur sempre novecenteschi. Le prime uscite della collana sono due titoli di Salvatore di Giacomo sul regno di Ferdinando IV di Borbone al tempo della restaurazione, un divertente ed istruttivo affresco di storia napoletana. Fra le altre ristampe annunciate, ripescate nel catalogo storico di Remo Sandron, editore palermitano, figurano altre opere semisconosciute, naturalmente soprattutto di autori meridionali, come Federico de Roberto, Luigi Capuana (che con Giacinta ci ha dato il manifesto del Verismo) e il meno celebre Giovanni Alfredo Cesareo, versatile poligrafo e inoltre senatore del Regno ed Accademico della Crusca. Fra i letterati minori, ma non meno significativi delle tendenze culturali di quel tempo, saranno ripubblicati i drammaturghi fratelli Antona-Traversi e un altro verista, stavolta toscano, Mario Pratesi, il narratore della campagna senese, primo "profeta" dei rischi di una urbanizzazione di massa.Auguriamo alla casa editrice Sandron ed al suo direttore Silvio Ulivelli, non nuovi a scelte editoriali di simile impegno, il successo che meritano non fosse altro per la cura dedicata a queste testimonianze dimenticate della cultura nazionale, che senza la loro iniziativa sarebbero rimaste ignote chissà per quanto tempo ancora.
Luca Tognaccini
Edizioni Remo Sandron
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La Edizioni Remo Sandron è un'antica casa editrice italiana con sede a Firenze, anche se fondata a Palermo nel 1839 da Decio Sandron, braccio destro dell'editore Antonelli di Venezia. Nei primi tempi il catalogo comprese soprattutto manuali tecnici e scolastici e studi accademici tradotti dal francese.
Il figlio Remo Sandron, subentrato nel 1873 nella conduzione dell'impresa, sviluppò la produzione scolastica secondo moderni criteri industriali, pubblicando anche riviste didattiche e saggi pedagogici a sostegno della preparazione degli insegnanti elementari. Nell'ultimo decennio dell'Ottocento vennero inaugurate collane di libri per ragazzi come "Per il mondo piccino" e "Collezione Giovinezza", e serie di letteratura italiana e straniera contemporanea. Fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento furono pubblicate diverse collane di saggistica scientifica, politica e filosofica, fra le quali "Biblioteca di scienze sociali e politiche", "Biblioteca Sandron di scienze e lettere", "L'indagine moderna": strumenti di divulgazione e approfondimento del pensiero contemporaneo, fra positivismo e idealismo.
Remo Sandron, morto nel 1925, si avvalse della collaborazione di autori come Cesare Lombroso, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Giuseppe Lombardo Radice, Giovanni Pascoli, Luigi Capuana, Marino Moretti, Salvatore Di Giacomo. Fra gli autori tradotti figurano Georges Sorel, Karl Marx, Wilhelm Wundt, Wilhelm Windelband.
Nel 1943 la casa editrice trasferì la propria sede a Firenze. Da allora ha continuato ad aggiornare il catalogo scolastico e, in misura minore, la produzione saggistica. Negli ultimi decenni sono state varate due collane di testi parascolastici ed è stata curata la pubblicazione di alcune opere lessicografiche, fra le quali un dizionario dei sinonimi.












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