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Hot-News.it Calcio Serie A Champions League: il punto sugli ottavi di finale
26
Feb
2010

Champions League: il punto sugli ottavi di finale




Due sconfitte e una vittoria. Attraverso la fredda logica dei numeri l'andata degli ottavi di finale della maggior competizione europea sembra essere largamente insufficiente per le squadre italiane, ma il bello del calcio è che le valutazioni tecniche e tattiche spesso trascendono il mero risultato numerico, senza dimenticare poi che ci sarà sempre e comunque una gara di ritorno da giocare.Uefa Champions League

La sconfitta senza dubbio più dolorosa è stata quella rimediata da una mai doma Fiorentina sul campo del Bayern Monaco.  La prestazione dei viola all'Allianz Arena è stata fantastica, mettendo sotto per larghi tratti i più quotati rivali tedeschi guidati da giocatori del calibro di Robben  e Ribery, pericolosissimi perché sempre in grado di saltare l'uomo e di creare superiorità numerica in fase di ripartenza. Chi si aspettava un monologo bavarese è rimasto tradito, visto che l'intraprendenza dei gigliati ha sorpreso i giocatori di casa: il pressing alto ed asfissiante ha permesso agli uomini di Prandelli di soffocare tutte le fonti di gioco avversarie consentendo di controllare la partita senza troppi patemi d'animo, sin quando allo scadere della prima frazione l'arbitro norvegese Ovrebo fischia un rigore per un ingenuo fallo di Kroldrup  sul talentuoso Ribery, trasformato con freddezza da Arijen Robben. Lo svantaggio non piega i giocatori viola che in apertura di secondo tempo si riversano in avanti ottenendo il pari in seguito ad un calcio d'angolo corretto in porta dallo stesso Kroldrup su suggerimento di Jovetic. Il Bayern a quel punto sembra sbandare e Van Gaal, consapevole del momento di difficoltà, inserisce Olic e Klose per gli spenti Gomez e Muller; i padroni di casa salgono di tono  ma l'episodio che costituisce un importante spartiacque è il rosso diretto dato a Gobbi per una gomitata al volto di Robben: la fiscalità dell'arbitro in questa situazione non si ripete poi in seguito ad una entrataccia di Miroslav Klose , ma a quel punto il pasticcio della terna arbitrale è in agguato. Allo scadere della partita una palla scodellata in area dei Viola viene corretta da Olic che con un colpo di testa serve Klose che inzucca in rete: il piccolo particolare, però, è che il giocatore tedesco si trova nettamente oltre la linea dei difensori avversari. Com'è possibile che il guardalinee non abbia visto un fuorigioco così macroscopico? Il giorno successivo l'arbitro recita il mea culpa ammettendo il clamoroso errore, ma resta l'amaro in bocca perché per colpe non proprie la Fiorentina vede vanificata una prestazione sopra le righe la quale acquista ancora maggior valore se paragonata alle precedenti uscite della squadre di Prandelli. Il 2-1, comunque, lascia intatte le speranze di qualificazione che potrebbero farsi realmente concrete se i viola riusciranno a ripetere, in campo amico, l'intensità e l'applicazione mostrate all'Allianz Arena.

Discorso diverso per il Milan di Leonardo. Il 2-3 subito a domicilio dal Manchester di Sir Alex Ferguson non lascia aperti numerosi spiragli di qualificazione; obiettivamente sembra difficile riuscire a violare l'Old Trafford con almeno due reti di scarto, considerando che il Manchester in casa è una vera e propria macchina da gol e che i rossoneri hanno palesato incertezze difensive che attaccanti del calibro di Wayne Rooney non perdonano. Il film della gara di San Siro chiarisce alla perfezione le carenze della retroguardia rossonera. Milan subito in vantaggio con un tiro di Ronaldinho deviato da Fletcher e che nella prima parte di gara sembra padrone del campo; al primo affondo, però, gli inglesi pareggiano grazie ad una fortunata carambola dell'eterno Paul Scholes, con Dida che pecca in reattività. Il secondo tempo inizia con una sfuriata dei rossoneri che sfiorano il gol con Huntelaar, abile ad indirizzare in scivolata un pallone che lambisce il palo alla destra di Van Der Sar; come nella prima frazione, però, i red devils approfittano delle ingenuità della retroguardia rossonera andando in gol due volte con Rooney, abile nello svettare su Bonera nella prima occasione e nell'infilarsi tra Nesta e Thiago Silva per concludere ancora di testa alle spalle di Dida. Il Milan sbanda e Leonardo si attarda nei due cambi che, se fatti precedentemente, potevano dare un altro volto alla partita: l'ingresso di Seedorf ed Inzaghi da una scossa ai rossoneri, il primo in particolare rifinisce in rete con uno splendido colpo di tacco un altrettanto delizioso invito di Ronaldinho. La gara si riapre ma la pressione finale non porta frutti: servirà un'impresa all'Old Trafford, la quale dovrà avere come necessari presupposti una migliore tenuta difensiva (Abbiati in tal senso da più garanzie di Dida e Leonardo sembra averlo compreso a sue spese) e una maggiore incisività in fase conclusiva, condita ovviamente da quel pizzico di buona sorte che non guasta mai.

Eccoci all'unica rappresentante del calcio italiano in grado di portare a casa risultato pieno. L'Inter ha fatto una partita di grande concentrazione ed orgoglio, cercando di affrontare alla pari un avversario leggermente superiore come prestanza fisica. Il vantaggio immediato ottenuto con uno scatenato Milito (migliore in campo assieme a Lucio) ha fatto intimorire i nerazzurri che hanno progressivamente arretrato il baricentro rischiando su una punizione di Drogba stampatasi sulla traversa e in occasione di una incursione di Kalou, fermato irregolarmente da Samuel in area di rigore (in tal caso l'arbitro ha erroneamente sorvolato sull'episodio). Nel secondo tempo il Chelsea trova il pari con Kalou, sul cui tiro Julio Cesar è stranamente poco reattivo; a questo punto l'Inter si risveglia e poco dopo trova la seconda marcatura grazie all'intraprendenza di Cambiasso, lesto a scaricare in porta un suo precedente tentativo di conclusione ribattuto dalla difesa dei blues. Mourinho intuisce che il 2-1 è un risultato pericoloso in ottica ritorno e così sostituisce uno spento Thiago Motta con Balotelli e il poco reattivo Eto'o con Pandev: il risultato non cambierà più fino alla fine e così l'Inter andrà a Stamford Bridge partendo da questo piccolo ma preziosissimo vantaggio. Il Chelsea è obiettivamente mancato nei suoi uomini cardine, in particolare Ballack e Lampard non hanno mai inciso in fase propositiva e risolutiva,  oltre ad essersi oltremodo sentita la mancanza di un giocatore quale Essien, insostituibile collante tra fase difensiva e offensiva sostituito poco brillantemente da Obi Mikel. L'impressione è che a Londra sarà un'altra musica; per adeguarsi l'Inter non potrà pensare di scendere in campo per difendersi ( il Chelsea nelle ultime 41 gare ufficiali ha segnato in ben 40 occasioni), ma dovrà tentare di imporre il proprio gioco: la partita sarà il classico crocevia, con i nerazzurri che avranno così l'occasione forse irripetibile di cancellare il marchio di grande incompiuta, una squadra che domina in Italia ma che in Europa si scioglie alle prime difficoltà. Riusciranno nell'impresa?

Nelle altre partite ad eliminazioni diretta spiccano senza dubbio le difficoltà del Barcellona, reduce da un soffertissimo pareggio in casa dello Stoccarda (1-1), con Ibrahimovic nelle vesti di salvatore della patria (mai lo era stato per l'Inter in Europa) e le clamorose papere del portiere dell'Arsenal Fabianski, che regalano al Porto una importante seppur striminzita vittoria casalinga (2-1): il pronostico, nonostante tutto, pende ancora a favore della squadra londinese che avrà a disposizione l'importantissimo fattore campo per tentare di cancellare gli orrori del proprio estremo difensore. Compiono un importantissimo passo avanti verso la qualificazione ai quarti anche il Bordeaux, che con un gol di Ciani si impone in casa dell'Olympiakos (Maresca sottotono per i greci) e il Siviglia che pareggia per 1-1 sull'insidioso terreno sintetico del Luzhniki Stadium contro uno sfortunato Spartak Mosca.

 
 

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