Possiamo chiamarlo bivio o, ricordando il titolo di un film di qualche anno fa, sliding door: la giornata di campionato che è alle porte presenterà il suo piatto forte già questo pomeriggio con la sfida tra la squadra più in forma del campionato, la Roma di Claudio Ranieri, e la padrona assoluta del calcio italiano nell'ultimo quinquennio, la corazzata guidata da un Jose Mourinho di cui non possiamo "apprezzare" le gesta verbali a causa del silenzio stampa imposto dalla società in questo delicato periodo.
Un bivio, dicevamo. Questo perché un eventuale trionfo della squadra giallorossa contro i nerazzurri meneghini, se unita ad una vittoria del Milan sulla Lazio, proietterebbe le due inseguitrici ad un solo punto dall'Inter capolista con ancora ben sette partite da giocare. Un pareggio e ovviamente una vittoria interista chiuderebbero forse i giochi in maniera definitiva, non tanto per una questione meramente numerica quanto per il messaggio di forza che gli uomini di Mourinho manderebbero alle dirette inseguitrici.
Quella dell'Olimpico è la classica partita da tripla, dove le due squadre si presentano al gran completo; non ci dovrebbero essere dubbi sul recupero di Francesco Totti, ormai guarito dall'ennesimo infortunio e che, nonostante qualche annuncio fuorviante, si accomoderà in panchina (ma non è escluso che Ranieri decida di impiegarlo subito), mentre in casa Inter si nutrono perplessità sulla presenza dell'asso olandese Sneijder, colpito da un affaticamento alla coscia destra: Mourinho potrebbe essere tentato di risparmiarlo in vista del fondamentale confronto in Champions League contro il Cska Mosca. In questo caso, con il rientro di Chivu in difesa in posizione di terzino sinistro, Zanetti comporrebbe un centrocampo a tre con Cambiasso e Stankovic in appoggio al tridente pesante composto da Milito, Pandev ed Eto'o: una soluzione senza dubbio rischiosa ma audace, presupponendo un sacrificio tattico non indifferente da parte delle due punte esterne (Pandev ed Eto'o), costrette in fase difensiva a ripiegamenti continui. In casa Roma la novità dovrebbe essere il ritorno in panchina di Philippe Mexes: al biondo francese Ranieri sembra preferire la coppia Juan Burdisso, con ai lati Cassetti e Riise, mentre nel reparto avanzato le tre mezze punte a sostegno della boa centrale Luca Toni dovrebbero essere Vucinic, Taddei e Perrotta. Totti permettendo, ovviamente…
L'incrocio tra romane e milanesi si completa con un Milan – Lazio che molto ci dirà sul futuro del campionato. Dando uno sguardo alla classifica il Milan è ancora perfettamente in corsa per il titolo, ma la realtà dei fatti è diversa dal mero dato numerico. E' evidente come i rossoneri siamo una squadra in grande difficoltà , a livello fisico e tattico; i continui e gravissimi infortuni hanno ridotto alla frutta una rosa già di per se scarna visto il mercato al risparmio condotto dalla società in estate, giocatori come Nesta e Pato (per non parlare del non mobilissimo ma molto utile David Beckham) risultano quindi insostituibili per lo scacchiere del povero Leonardo, costretto spesso a far giocare il 38enne Favalli e a dover puntare sul sempreverde Inzaghi, vista  la scarsa verve di Huntelaar. Se a questo aggiungiamo i continui acciacchi di Bonera e Mancini e le squalifiche di Pirlo e soprattutto Ronaldinho, la frittata è fatta: l'atipico attacco a tre dovrebbe essere così composto da Borriello Seedorf e Huntelaar (o Inzaghi), mentre a centrocampo accanto a capitan Ambrosini troverebbero spazio Flamini e Gattuso. Di contro, la Lazio rinvigorita dalle due vittorie consecutive contro Cagliari e Siena proverà ad allontanarsi ancor di più dalla zona calda della classifica affidandosi a Zarate e Rocchi in avanti, supportati da un foltissimo centrocampo a cinque con Kolarov e Lichtensteiner ad agire sulle corsie laterali, Ledesma in cabina di regia e Mauri e Brocchi in posizione di mezzali.
La corsa al quarto posto valido per la Champions League è sempre più appassionante, vedendo racchiuse nel giro di tre soli punti ben quattro squadre. Il Palermo ( attualmente quarto a quota 48) ospita un Bologna che naviga ormai in acque tranquille affidandosi all'inedita coppia d'attacco Miccoli-Hernandez (Cavani è squalificato), supportati dall'altro baby-fenomeno, l'argentino Pastore: con Simplicio e Bresciano in infermeria le chiavi del centrocampo vengono affidate all'esperto Liverani con accanto due mastini come Nocerino e Bresciano. La Sampdoria (quinta a 47 punti) ospita a Marassi un Cagliari ormai alla deriva, l'ombra della squadra che fino ad un mese e mezzo fa sembrava potesse addirittura lottare per un posto nell'Europa che conta; gli uomini di Allegri devono soffrire di vertigini se da quando si parla di obiettivi ambiziosi hanno raccolto la miseria di un punto nelle ultime 5 gare. Il rischio di allungare la striscia negativa c'è, visto che i sardi rossoblù si troveranno di fronte una Sampdoria che dopo la sconfitta di Bari vorrà continuare ad inseguire il sogno Champions facendosi trascinare dall'estro del ritrovato Antonio Cassano: i gol e le giocate del giocatore barese saranno decisive in tal senso.
Parlando di lotta Champions non possiamo ovviamente non citare la Juventus. La cura Zaccheroni sembra aver drammaticamente finito i suoi effetti, se è vero che nelle ultime tre partite di campionato i bianconeri hanno racimolato la miseria di un punto (facendosi rimontare tre gol tre dal quasi derelitto Siena) con l'inframmezzo di una clamorosa eliminazione dall'Europa League per merito di una squadra battagliera ma non certo insuperabile come il Fulham. La crisi è grave, inutile negarlo: le colpe della società riemergono a galla in maniera impietosa. Ho già scritto in passato di come la programmazione della premiata ditta Secco – Blanc abbia prodotto dei veri e propri disastri che, ovviamente, non potevano essere eliminati da un pur bravo allenatore come Zaccheroni. Che colpa ha il tecnico friulano se la squadra non ha un regista degno di tal nome a centrocampo? O se in difesa si ritrova a dover lavorare con Grygera e Zebina? O ancora se la società ha scelto di richiamare un giocatore glorioso ma ormai in età da pensione come Cannavaro? Quali sarebbero ancora le colpe dell'allenatore se in questa stagione la squadra ha patito la bellezza di 55 (!) infortuni? E' evidente che sarà necessaria una rifondazione: ma questa dovrà necessariamente partire dai vertici: è giusto che chi ha sbagliato paghi, il calcio italiano già in crisi non può permettersi una Juventus allo sbando. La partita con un'Atalanta con l'acqua alla gola sarà un banco di prova fondamentale per capire se i giocatori siano ancora motivati per raggiungere un'obiettivo possibile come il quarto posto (distante solo 3 punti)
Un'altra partita interessante sarà quella di scena al San Paolo tra gli azzurri padroni di casa e il super- Catania di Mihajlovic. Per quest'ultimo bastano i numeri: da quando è subentrato ad Atzori gli etnei hanno totalizzato la bellezza di 26 punti in 14 partite, una media semplicemente strepitosa. E'chiaro  come la grinta del tecnico serbo abbia dato una formidabile iniezione di autostima ad una squadra dai buoni valori tecnici, per lo più impreziosita da un grande bomber come Maxi Lopez. Non sarà facile per il Napoli di Mazzarri, reduce da una brillante vittoria con la Juve: per scardinare una delle migliori difese della serie A servirà ripetere per lo meno quanto fatto mercoledì sera, con Quagliarella e il geniale Lavezzi supportati da Hamsik e un centrocampo in cui Zuniga e Maggio cercheranno di mettere in difficoltà l'ottimo Alvarez e la sorpresa Augustyn, in grande spolvero nel match giocato dai rossazzurri contro la Fiorentina: questi duelli, probabilmente, saranno decisivi.
Nella zona calda della classifica la situazione sembra più delineata, con le tre squadre in coda già più staccate dal resto del gruppone. Il Livorno ultimo in classifica (24 punti) ha forse l'ultima chance di sperare in una salvezza sempre più difficile ospitando un Bari ormai sazio ma con qualche velleità "europea", mentre il Siena (25 punti) proverà a confermare le difficoltà del Genoa nelle gare in trasferta, dove il Grifone ha conquistato soltanto 9 dei suoi 43 punti. Chiudono il quadro Chievo – Parma e Fiorentina – Udinese.












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