NAPOLI - A distanza di ben due mesi dalla sentenza del giudice del lavoro Rosa Molè in cui si dispone l’immediato reintegro degli 11 ex dipendenti del Consorzio “Italia Servizi”, nulla si è ancora mosso.
I licenziati ingiustamente dalla “P.M. Service” e le loro famiglie continuano a rimanere in strada. Per questo motivo, stanchi di aspettare, alcuni di loro hanno occupato un istituto scolastico. «Sono separata ed ho 5 figli - spiega Maria Sorano, una delle vittime dell’inspiegabile licenziamento - e sono stata costretta stamane ad occupare la scuola per assicurare un tetto ai miei figli. Da ben 5 mesi non riceviamo gli arretrati disposti dal magistrato in sentenza e, se andremo avanti di questo passo, anche io,come i miei colleghi sarò costretta a rivolgermi ad un usuraio, per pagare il mutuo di casa e sfamare la mia prole». Adirato per l’assurdità della situazione Francesco Mollo, vittima e rappresentante del Comitato di lotta. «Il nostro rammarico - afferma - è aver costatato come la Banca Intesa, pur avendo conoscenza delle illegalità da noi subite, non abbia mosso un dito per poterci aiutare». Intanto, mentre l’avvocato civilista Piero Gaetani ha già presentato denuncia al Tribunale di Napoli anche nei confronti di Banca Intesa, l’avvocato penalista Walter Mancuso è pronto per inoltrare una denuncia penale nei confronti dell’inadempiente “P. M. Service”. I licenziati, intanto, senza lavoro ormai da mesi e con affitti e mutui da pagare, dichiarano tristemente che, se Banca Intesa non capitolerà al più presto, saranno costretti a ricorrere agli usurai . «Riusciamo a sfamare i nostri figli soltanto con l’aiuto di parenti ed amici – dichiara Francesco Mollo – ma non possiamo andare avanti così ancora per molto. Per questo, se la situazione non si sbloccherà al più presto saremo costretti a ricorrere agli usurai per sopravvivere».
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