Da sempre i giochi hanno influenzato le nostre inclinazioni facendoci sognare ed immedesimare anzi tempo in comportamenti e pensieri da 'grandi'. Erroneamente si ritiene che i giochi abbiano uno scopo puramente ludico e di intrattenimento. Già nel diciassettesimo secolo si riconosceva la capacità di piegare le inclinazioni dei figli, tanto che i pargoli destinati alla vita ecclesiastica erano invogliati a quel destino proprio grazie ai giochi. Un'immagine che ci giunge direttamente da Manzoni che ne I Promessi Sposi, parlando della fanciullezza della monaca di Monza sottolinea la cura dei genitori nello scegliere per lei solo bamboline vestite da suora.I tempi sono cambiati sebbene i giochi abbiano confermato il potere di delineare attitudini e sogni e la capacità di sottolineare la distinzione tra sessi. I generi esistono, ma, i giocattoli riescono a creare una mentalità che va al di là della differenza biologica. Questa distinzione serrata secondo il Comitato Etico che ha valutato il caso osservato in Svezia, ripropone e rafforza uno stereotipo sessista pericoloso e assolutamente da superare. Con tale messaggio, infatti, si trasmette un'immagine sbagliata da combattere perché bisogna rendersi conto che il mondo delle donne e degli uomini di domani dipende anche da questo. Se nell'immaginario collettivo è esclusivamente la donna a doversi occupare della casa e, di preferenza, è l'uomo che lavora per mantenere la famiglia, avremo dei bambini che da adulti avranno difficoltà a leggere una realtà che non riconoscono e a cui non sono stati abituati.
Il nostro mondo cambia velocemente e proprio per questo è importante sottolineare ed eliminare tutto ciò che può apportare una distorsione alla realtà. Di fatto, oggi, complice un livello d'istruzione più elevato e una società che si sforza di apparire più aperta, molte donne lavorano fuori casa, ed al contrario, per i motivi più svariati, spesso è l'uomo a non lavorare. I bambini vivono, quindi, una realtà diversa da quella che era la normalità della generazione precedente. Non è più il sogno di ogni bambina avere una casa da accudire, il corredino del 'bimbo' da lavare, la torta da infornare, o meglio, il suo sogno oggi non è solo questo! I sogni sono diversi e più vicini ad una realtà che non vuole più la donna madre e moglie esemplare, ma un soggetto che sfrutta le sue potenzialità e la sua intelligenza anche al di fuori dell'ambito domestico. È limitativo dare le bambole alle femminucce e la macchinina al maschietto, perché si vengono a creare dei giochi di ruoli che difficilmente usciranno dalla forma mentis dell'adulto di domani. I maschietti si sentono subito portati a lavori di responsabilità pubblica, mentre, dietro le quinte sarà la femminuccia a preparare i pasti, stirare le camicie e ascoltare i suoi problemi. Un ruolo che di fatto non è marginale, ma è percepito dai più come di secondaria importanza. Il fatto che i giochi siano nettamente separati tra maschi e femmine fa sì che l'idea dei ruoli si consolidi e che le donne con difficoltà nutrano ambizioni o acquisiscano fiducia in se stesse al di là dei ruoli che convenzionalmente le competono. Ma non è un problema in rosa. I maschietti, da parte loro si sentiranno responsabili e sopravvalutati: loro sono i supereroi, i lavoratori, coloro che hanno delle responsabilità da assolvere e sostenere sotto gli occhi di tutti. Di conseguenza, la femmina sarà vista con criticità, come un soggetto da difendere e sostenere (dal punto di vista economico e non), incapace di prendere decisioni al di fuori dell'ambito domestico cui è relegata. Una superiorità, quella dell'uomo, che può sfociare nel maschilismo, quando la donna decide di smettere le vesti di casalinga per impersonare quelle di lavoratrici. Sono moltissimi gli uomini insicuri delle proprie donne, soprattutto se queste lavorano. Vengono ritenute leziose, incapaci ed ancora oggi la donna non è riuscita ad entrare in tutti i settori professionali. Da canto suo il maschietto crescerà con il peso della responsabilità, incline a mascherare i propri errori e a deprimersi qualora non riesca a soddisfare le aspettative proprie ed altrui.
Perché tutti possano esplicare il proprio talento è necessario che ci sia la massima libertà di pensiero che guardi il superamento di convenzioni e luoghi comuni. Così la parità parte anche dai giochi e dalle pubblicità, dal far sedere l'uno accanto all'altro piccolo chimico e piccola chimica smettendo di pensare che esistano giochi da maschi e giochi da femmine. Solo così potremmo offrire ai bambini una visione della realtà più giusta e coerente con le nuove possibilità e magari proprio in questo momento, una bambina sta già sognando che sarà il primo presidente italiano donna!












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