I rischi della maternità nel Mondo.Disparità sanitaria tra i Paesi a economia avanzata e i Paesi in via di sviluppo.
Il livellamento mondiale dei tassi generici di mortalità non si applica ai decessi legati alla gravidanza. In effetti, l'indice di mortalità materna - il numero di decessi delle madri ogni 100.000 nati vivi - è l'unica grande disparità sanitaria tra i Paesi a economia avanzata e i Paesi in via di sviluppo.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della sanità, circa 530.000 donne muoiono ogni anno per cause connesse alla gravidanza e al parto; il 99% di esse vive in Paesi economicamente meno sviluppati dove, nell'insieme, l'indice di mortalitàmaterna è di 26 volte maggiore rispetto ai Paesi economicamente più sviluppati.
Le complicazioni durante la gravidanza, il parto e l'aborto sono le principali cause di mortalità femminile in età riproduttiva in tutto il mondo in via di sviluppo, sebbene l'incidenza della mortalità materna non sia certo uniforme.
Stando ai dati del 2000, il rischio di mortalità materna è di una su ogni 20 gravidanze in Africa, una ogni 160 in America Latina e nei Caraibi, e una su ogni 2400 in Europa.
Le differenze su scala nazionale sono ancora più sorprendenti: in Angola, per esempio, il rischio è di una morte su ogni 7 gravidanze nel corso della vita di una donna, rispetto ad una ogni 30.000 in Svezia.
Nel 2000, i Paesi in via di sviluppo nell'insieme riportavano un indice di mortalità materna di 440, e il 10% di tutti i decessi era dovuto a cause perinatali e materne.
Gli Stati meno sviluppati registravano un indice di 890.
Nel 2000, l'Asia e l'Africa registravano quasi la stessa mortalità materna (rispettivamente il 48% e il 47% del totale mondiale), ma le donne dell'Africa sub-sahariana, gravate del 45% della mortalità materna mondiale, erano quelle statisticamente puù a alto riscgio: gli indici di mortalità materna superavano le 1600 unità in Angola, Malawi e Niger, e le 2000 unità in Sierra Leone.
Una donna su 16 nell'Africa sub-sahariana muore per cause cause connesse alla maternità.
Al contrario, l'indice di mortalità materna nell'insieme dei Paesi sviluppati (ivi inclusi la Russia e l'Europa orientale) è di 20, e in alcuni - Irlanda, Austria e Svezia, per esempio - è molto basso o compreso fra 2 e 5 (nel 2000 era di 6 in Canada e di 17 negli Stati Uniti).
La stragrande maggioranza dei decessi per maternità nel mondo in via di sviluppo possono essere evitati.
La maggior parte derivano da ragioni insite nelle barriere sociali, culturali ed economiche con le quali le donne si devono confrontare durante la loro vita: la malnurizione, l'anemia, il mancato accesso ai servizi sannitari basilari durante la gravidanza, l'immunità fisica dovuta a uno stentato sviluppo e la mancata disponibilità di adeguate cure prenatali o di assistenza medica competente al momento del parto.
Molto spesso il problema risiede nel basso status socio-culturale attribuito alle donne.
Ciò porta a prestare poca attenzione alla salute delle donne o alla loro alimentazione, e la gravidanza, benché sia un'importante causa di mortalità, è considerata semplicemente una condizione normale che non richiede una considerazione o una gestione particolare.
Per modificare tale percezione e aumentare la consapevolezza delle misure disponibi per ridurre la mortalità materna in tutto il mondo, un gruppo di organizzatori non governative delle Nazioni Unite designò il 1998 come "L'anno della maternità sicura".












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