In primo luogo, nelle grandi città centrali le donne sono più numerose degli uomini. Washington, D.C. È una delle città nordamericane dove il predominio femminile (sul piano numerico) più consistente, con un "rapporto tra i sessi" di otto a sette (ovvero 115 donne ogni 100 uomini). A Minneapolis tale rapporto è di otto a quattro. La preponderante presenza femminile nelle città centrali è legata a un numero superiore alla media di nuclei faliliari guidati da donne e al fatto che tra gli anziani le donne sono più numerose.
Una seconda caratteristica è il fatto che le donne, insieme ai bambini, costituiscono la categoria più consistente di poveri. La "femminilizzazione" della povertà, in tutte le razze umane, è una conseguenza della bassa retribuzione, dell'orario part-time e della mancanza di sicurezza che caratterizzano tanti "lavori da donne". Le città centrali, con le loro abitazioni in affitto a basso costo ma spesso di scarsa qualità, ospitano la stragrande maggioranza delle donne povere.
Una terza caratteristica dal punto di vista spaziale è che le donne, vivendo in aree urbane, hanno un tragitto più breve per raggiungere il posto di lavoro e dipendono dai trasporti pubblici più degli uomini, conseguenza dei redditi inferiori di cui esse dispongono, delle differenze nell'ubicazione dei "posti di lavoro femminili" e del fatto che la popolazione femminile si concentra nelle città centrali. Nel complesso, le donne semplicemente non possono permettersi le spese di viaggio sostenute dagli uomini e si servono maggiormente dei mezzi pubblici, che negli Stati Uniti sono in genere di qualità scadente e spesso pericolosi. Ancora, sulle distanze da compiere influisce la circostanza che l'occupazione femminile si concentra nelle posizioni impiegatizie, nelle vendite, nei servizi e nel settore infermieristico, poiché questi "lavori da donne" sono disseminati all'interno dell'area metropolitana più di quanto non lo siano i "lavori da uomini", che tendono a essere concentrati sul punto di vista spaziale. Si potrebbe a ragione sostenere che la maggiore dispersione territoriale dell'occupazione femminile contribuisce a mantenere quasi inaccessibili a molte donne parecchi "posti di lavoro da uomini" meglio retribuiti. Stanti i ruoli assegnati, le iniquità che ne derivano e la persistenza delle stesse, vi sono aspetti di natura spaziale che pesano direttamente sulle donne. Per esempio, per molte donne la gamma di opportunità lavorative è limitata dal punto di vista territoriale, perché nelle aree urbane la disponibilità di strutture assistenziali per l'infanzia è inadeguata. Un secondo aspetto di natura spaziale si riferisce alla struttura delle aree metropolitane nel Nordamerica e alla progettazione della abitazioni in generale, dato che le città nordamericane sono il risultato di un'impostazione prevalentemente maschile; i sobborghi, in particolare, riflettono un insieme di consuetudini secondo cui l'uomo ha un impiego retribuito, mentre la donna si occupa della casa e dei figli. La struttura suburbana non va incontro alle donne, confinandole in una posizione e in un ruolo che offre un numero molto ristretto di scelte significative. È stato sostenuto che le donne residenti in aree suburbane desiderano veramente avere maggiore accesso a un'ampia gamma di comodità e servizi, a unità abitative più efficienti nonché a una serie di mezzi di trasporto pubblici e privati che assicurino un grado di mobilità superiore. Tali esigenze implicano una maggiore densità abitativa nelle aree urbane.












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