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Hot-News.it Ultime news Ambiente&Salute Blatte Rosse: Cosa sono e come combatterle
01
Ago
2012

Blatte Rosse: Cosa sono e come combatterle




I Blattoidei (Blattodea) o anche dette Blatte Rosse sono un ordine di insetti comunemente noti come blatte o scarafaggi. L'ordine comprende oltre 4000 specie, divise in 6 famiglie. Sono insetti cosmopoliti, diffusi ovunque, tranne ai poli e alle altitudini superiori ai 2.000 metri.Blatte Rosse

Nell'immaginario collettivo, le blatte sono percepite come insetti immondi che incutono ribrezzo e disagio. Gli stessi media enfatizzano questa percezione associando la figura dello scarafaggio alla sporcizia e agli ambienti malsani. Va precisato che, in generale, i Blattoidei sono insetti poco dannosi: delle oltre 4000 specie conosciute, quasi tutte hanno abitudini che interferiscono con le attività dell'uomo in modo marginale. Le stesse specie fitofaghe, potenzialmente dannose alle coltivazioni, sono responsabili di danni irrilevanti sotto l'aspetto economico.

Diversa è invece l'importanza delle specie commensali dell'uomo. A queste si attribuiscono due tipologie di dannosità:

  • Danni economici causati alle derrate alimentari, rese inservibili dal punto di vista commerciale.
  • Danni alla salute per la trasmissione di organismi patogeni.

Sul primo aspetto va detto che il danno materiale diretto è limitato in quanto i livelli di infestazione non sono tali da provocare ingenti distruzioni delle derrate attaccate. Sotto questo aspetto le blatte sono tra gli insetti meno dannosi. Va tuttavia specificato che il danno indiretto è di rilevante entità: gli scarafaggi commensali dell'uomo visitano ambienti malsani, come ad esempio fognature e discariche, per spostarsi in ambienti domestici; a causa dell'abitudine di rigurgitare parte del cibo ingerito precedentemente sul substrato e di defecare durante l'alimentazione, anche un basso livello di infestazione può rendere inservibile una partita a causa dei cattivi odori trasmessi e, soprattutto, dei rischi igienici derivanti dall'infestazione. Gli ambienti che possono essere frequentati sono tutti quelli che possono contenere derrate alimentari di qualsiasi natura, perciò sono suscettibili di infestazioni da scarafaggi e, di conseguenza, di contaminazioni, le abitazioni civili, i magazzini di derrate, le aziende agrarie, le industrie e i laboratori artigianali di trasformazione agroalimentare, gli esercizi di ristorazione (alberghi, ristoranti, bar, mense, ecc.), gli ospedali, le scuole, gli uffici, gli istituti di detenzione, ecc..

I rischi alla salute sono di una certa entità. Le specie che rappresentano una vera e propria emergenza sarebbero meno di una decina, ma le stesse sono responsabili della trasmissione di alcune fra le più importanti malattie del mondo. I Blattodei sono infatti possibili vettori di virus, batteri, protozoi, nematodi, cestodi, a loro volta responsabili di affezioni più o meno gravi. Fra le possibili affezioni trasmesse attraverso la contaminazione degli alimenti sono citate la dissenteria, la salmonellosi, l'epatite A, la poliomielite, la malattia del legionario. Gli scarafaggi, inoltre, trasmettono antigeni che causano l'insorgenza dell'asma.

Morfologia
I Blattodei sono insetti dal corpo depresso in senso dorso-ventrale e dai colori poco appariscenti, generalmente bruno. Le dimensioni variano moltissimo, secondo la specie, con estremi che vanno dai 3 mm di lunghezza delle Nocticola sp. agli oltre 8 cm della Gromphadorhina portentosa del Madagascar e della Macropanesthia rhinoceros dell'Australia.

Il capo è ipognato, talvolta rivolto con le appendici boccali all'indietro. È provvisto di antenne relativamente lunghe e filiformi, composte da numerosi articoli. Gli occhi sono a volte assenti, ma in genere ben sviluppati, disposti lateralmente rispetto all'inserzione delle antenne, gli ocelli in numero di due. L'apparato boccale è masticatore tipico, con palpi mascellari e labiali composti rispettivamente da 5 e 3 articoli. Le mandibole sono corte e robuste.

Il torace ha il pronoto espanso anteriormente fino a ricoprire il capo, con margine anteriore marcatamente convesso e margini laterali laminari; in alcune specie può avere conformazioni bizzarre, come ad esempio in G. portentosa. È frequente il meiotterismo, fino all'assenza totale di ali e, in alcune specie, il dimorfismo sessuale dovuto al differente sviluppo delle ali. Quando sono presenti, le ali anteriori sono differenziate in tegmine e, quindi, debolmente e uniformemente sclerificate; quelle posteriori mostrano una regione anale ben sviluppata. In fase di riposo, le tegmine sono ripiegate orizzontalmente sull'addome e reciprocamente incrociate. Le zampe sono sottili ma robuste, adattate alla funzione cursoria. Nel genere Geoscapheus le zampe anteriori sono fossorie. Le coxe sono allungate, i tarsi formati da 5 segmenti, con il primo più lungo degli altri. I pretarsi mostrano unghie ben sviluppate, fra le quali è presente l'arolio o, talvolta, l'empodio.

L'addome è composto da 10 uriti, provvisto di cerci pluriarticolati. Nelle femmine, l'ovopositore è breve.

Anatomia
L'apparato digerente ha un discreto grado di differenziazione, con specializzazioni tipiche della funzione masticatoria e, in alcuni casi, adattate a specifici regimi dietetici: in particolare mostra un marcato sviluppo dell'ingluvie e del ventriglio e diversi diverticoli ciechi, in numero di 8-10. Nelle specie xilofaghe del genere Cryptocercus e della sottofamiglia delle Panesthiinae sono presenti Protozoi Flagellati e batteri simbionti nel proctodeo, permettendo la digestione della cellulosa. Questo carattere avvicina questo genere agli Isotteri, insetti xilofagi per eccellenza. L'apparato escretore comprende 60-70 tubi malpighiani riuniti in più gruppi distinti.

L'apparato secretore è caratterizzato principalmente per la presenza di ghiandole repugnatorie e ghiandole odorifere attrattive. Lo sbocco delle ghiandole repugnatorie si ha in corrispondenza degli uriti V e VI, in posizione ventrale. Quelle odorifere sboccano dorsalmente in corrispondenza degli uriti VI-VIII. Le ghiandole repugnatorie emettono sostanze maleodoranti ed hanno un effetto repellente, quelle odorifere svolgono un ruolo nella vita di relazione in quanto la loro emissione, da parte dei maschi, precede l'accoppiamento.

L'apparato respiratorio comprende 8 paia di stigmi, di cui due nel torace e sei nell'addome.

Il funzionamento dell'sistema nervoso centrale e di quello respiratorio evidenziano la natura metamerica del corpo degli Insetti soprattutto nel caso di un ordine sostanzialmente primitivo come quello dei Blattoidei. È stato riscontrato che la Periplaneta americana decapitata, può essere mantenuta in vita per alcune settimane ricorrendo ad alcuni accorgimenti. Ciò è un'evidente conseguenza della decentralizzazione di alcune funzioni vitali, come, ad esempio, la respirazione tracheale e il controllo neurovegetativo e motorio affidato, in buona parte, ai gangli ventrali.

L'apparato riproduttore comprende gonadi composte da 30-40 testicoliti nei testicoli (maschio) e da 8 ovarioli negli ovari. Nelle femmine, la vagina è in connessione con una camera genitale e con la spermateca.

Riproduzione
La riproduzione avviene ordinariamente per anfigonia, mentre la partenogenesi interessa pochissime specie e in contesti particolari. Ad esempio, nella specie Nauphoeta cinerea, la partenogenesi è occasionale e si verifica in alcune femmine e se isolate dai maschi. Un tipico caso di partenogenesi geografica è invece riscontrato nello Scarafaggio del Suriname (Pycnoscelus surinamensis): questa specie, diffusa in diverse regioni tropicali e temperate, è tipicamente anfigonica, ma negli USA sono presenti solo popolazioni partenogenetiche a causa dell'assenza dei maschi.

La generalità dell'ordine è rappresentata da specie ovipare, ma si riscontrano anche casi di ovoviviparità o di viviparità. Le femmine depongono le uova, in numero variabile secondo la specie, dell'ordine di diverse decine, all'interno di ooteche. L'ooteca è una capsula formata con il secreto delle ghiandole colleteriche ed è suddivisa in cellette verticali, ciascuna contenente un uovo, disposte su due serie allineate. Ogni femmina può produrre più ooteche nel corso della sua vita e a seguito di un unico atto riproduttivo. L'ooteca viene trattenuta dalla femmina nell'estremità dell'addome e depositata un po' prima della schiusa in un ambiente adatto, in genere rappresentato da un luogo riparato, umido e oscuro. Nelle specie ovovivipare e vivipare, l'ooteca viene riassorbita oppure trattenuta all'interno dell'apparato genitale e l'incubazione si svolge perciò all'interno del corpo della madre.

Habitat
Le blatte colonizzano svariati ambienti, ma in generale prediligono i luoghi umidi e poco illuminati. Vivono all'aperto, nelle foreste e nelle campagne, riparandosi nella lettiera o sotto i sassi o in anfratti vari, oppure all'interno di edifici. Pur essendo una ristretta minoranza, le specie domestiche, vere e proprie commensali dell'uomo, sono quelle che riscuotono il maggior interesse.

Altre specie hanno habitat particolari, alcune sono acquatiche o semiacquatiche, altre, infine, vivono come commensali nei nidi di formiche e termiti.

Nemici naturali
Fra i nemici naturali più attivi si citano gli Imenotteri della famiglia Evaniidae. Si tratta di parassitoidi-predatori oofagi le cui larve, poco conosciute, si sviluppano a spese delle ooteche dei Blattoidei. Nella regione paleartica le specie più attive sono Evania appendigaster, cosmopolita e piuttosto comune negli ambienti frequentati dagli scarafaggi domestici, e Brachygaster minuta. Altro parassitoide oofago di scarafaggi domestici, citato in letteratura, è il Calcidoideo Tetrastichus hagenowi (Hymenoptera: Eulophidae).

Fra i predatori si citano invece gli Imenotteri della sottofamiglia Ampulacinae (Hymenoptera: Sphecidae), che predano piccoli Blattoidei silvestri, in particolare del genere Ectobius e i Miriapodi Chilopodi del genere Scolopendra, comunemente noti come centopiedi.

Sistematica e diffusione
Alcune comuni specie di Blattoidei domestici in una tavola di Snodgrass:
A. Blattella germanica
B. Periplaneta americana
C. Periplaneta australasiae
D. Blatta orientalis (femmina)
E. Blatta orientalis (maschio).

Attualmente, sulla base delle suddette relazioni filogenetiche, i Blattoidei sono inquadrati al rango di sottordine nell'ordine Dictyoptera, comprendente anche i vecchi ordini dei Mantodea e degli Isoptera, anch'essi inquadrati come sottordini dei Dictyoptera. La tradizionale classificazione, che scorporava i Dictyoptera nei tre ordini è ancora largamente adottata nella classificazione pratica basata fondamentalmente sulla morfologia e sulla funzionalità.

L'ordine comprende oltre 4000 specie ripartite in circa 460 generi. Trattandosi di un raggruppamento sistematico ancora poco studiato, si presume che un numero imprecisato di specie sia ancora sconosciuto e che la sistematica interna sarà soggetta a future revisioni. Attualmente l'ordine si suddivide in 6 famiglie secondo il seguente schema:

  • Blaberidae
  • Blattellidae
  • Blattidae
  • Cryptocercidae
  • Polyphagidae
  • Nocticolidae

Schemi tassonomici alternativi differiscono per l'inquadramento sistematico di alcune sottofamiglie. Pur essendo cosmopoliti, i Blattoidei sono prevalentemente diffusi nelle regioni tropicali e subtropicali. Diverse specie commensali dell'uomo sono diventate cosmopolite perché diffuse per mezzo delle navi. Le specie di maggior interesse, quelle "domestiche" sono circa 30 e rappresentano perciò una percentuale irrisoria rispetto al numero totale.
Dimorfismo sessuale della blatta comune (B. orientalis). a) femmina; b) maschio; c) femmina di lato; d) neanide.

In Europa sono rappresentate le famiglie Blaberidae, Blattellidae, Blattidae e Polyphagidae. In Italia sono rappresentate tre famiglie (Blattellidae, Blattidae e Polyphagidae), con complessive 40 specie, quasi tutte appartenenti alle Blattellidae e, nell'ambito di queste, alla sottofamiglia delle Ectobiinae.

Le specie nostrane di maggior interesse, in quanto commensali dell'uomo, sono le seguenti:

  • Blatta orientalis, fam. Blattidae. Nomi comuni: blatta nera, scarafaggio nero, blatta comune, blatta orientale.
  • Periplaneta americana, fam. Blattidae. Nomi comuni: blatta rossa, blatta americana, scarafaggio americano, scarafaggio delle navi.
  • Blattella germanica, fam. Blatellidae. Nomi comuni: blatta grigia, fuochista.
  • Supella longipalpa, fam. Blatellidae. Nomi comuni: blatta dei mobili, scarafaggio dalla banda marrone.

Fra le specie domestiche di grande importanza in varie regioni del mondo si ricordano inoltre Periplaneta australasiae (noto come scarafaggio australiano), Periplaneta fuliginosa, Polyphaga aegyptiaca (nota come blatta egiziana), Blatta lateralis e Blattella vaga. La Polyphaga aegyptiaca è presente anche nell'Italia meridionale, ma è considerata un'infestante secondaria perché meno frequente delle quattro specie citate in precedenza.

Metodi di lotta

La difesa dagli scarafaggi si indirizza esclusivamente contro le specie "domestiche" e si attua attraverso tre tipi di intervento:

  • Prevenzione
  • Trattamento con esche
  • Disinfestazione o deblattizzazione

La prevenzione è l'intervento di maggiore rilievo, in quanto elimina alla fonte la possibilità di infestazioni. Gli scarafaggi sono infatti attirati da ogni possibile fonte alimentare e favoriti da condizioni che ne permettono l'ingresso e l'insediamento e il rifugio. In generale vanno adottate tutte le ordinarie misure d'igiene, quali la pulizia dei locali e degli arredi, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti organici in adatti contenitori a chiusura, la conservazione degli alimenti in contenitori chiusi e in ambienti puliti. La manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici è un altro fattore di prevenzione, in quanto vanno sistematicamente rimosse le fessure nel pavimento e nella muratura, gli interstizi fra muratura e tubazioni e, in generale, tutti quelli che favoriscono l'ingresso, il passaggio o il rifugio degli insetti. La scelta degli arredi deve essere finalizzata a favorire il più possibile la pulizia degli angoli più remoti, l'ispezione e l'eventuale intervento. I punti più critici sono le cucine, i servizi igienico-sanitari, le tubazioni di scarico, gli impianti elettrici, gli scantinati e, in generale tutti gli ambienti in cui si può accumulare un certo grado di umidità.

Scopi preventivi ha anche l'irrorazione degli esterni con insetticidi per usi civili. Si tratta di prodotti attivi per contatto e ad alto potere abbattente, a base perciò di piretroidi di sintesi, eventualmente miscelati con clorpirifos; per il loro ampio spettro d'azione sono efficaci per il controllo di una vasta gamma di artropodi associati all'uomo (mosche, zanzare, formiche, zecche, scarafaggi, ecc.).

Il trattamento con esche consiste nella disposizione di trappole, innescate con attrattivi alimentari, di varia natura (trappole meccaniche, a vischio, esche avvelenate). Vanno disposte e ricambiate periodicamente nei possibili punti di passaggio quando si sospetta o si ritiene probabile l'ingresso di scarafaggi. Questa soluzione si presta generalmente per gli usi domestici.
Ectobius pallidus, una blatta silvestre comune ma innocua perché non infesta le derrate alimentari.

La deblattizzazione è l'intervento curativo più drastico e consiste nell'irrorazione per mezzo di nebulizzatori e atomizzatori di insetticidi, spesso combinati con un attrattivo, oppure con la fumigazione. Queste operazioni, poiché sono eseguite all'interno dei locali e richiedono la conoscenza dell'etologia e della biologia delle specie interessate, sono riservate ad operatori qualificati e ditte specializzate nel settore delle disinfestazioni di ambienti civili. Fondamentale è l'adozione degli accorgimenti necessari a prevenire rischi di intossicazione di persone e animali, per quanto i prodotti impiegati siano a bassa tossicità. In genere un intervento di disinfestazione si attua in più fasi che prevedono l'ispezione, il trattamento, il successivo monitoraggio (con l'uso di trappole) e, infine, un secondo trattamento eradicante, a distanza di 3 settimane, per colpire le neanidi nate dalle ovature.

I principi attivi generalmente usati, sia per il trattamento degli esterni sia per le disinfestazioni, oppure come formulati per le esche, sono diversi piretroidi di sintesi (deltametrina, cipermetrina, ciflutrin, cifenotrin, ecc.), alcuni fosforganici (clorpirifos, diclorvos), altri prodotti (imidacloprid, acido borico). In generale un insetticida da usarsi contro gli scarafaggi, deve presentare le seguenti caratteristiche:

  • Classificazione come presidio medico-chirurgico: non sono ammessi i prodotti concepiti per uso agricolo, bensì quelli autorizzati per usi civili e industriali.
  • Bassa tossicità: l'uso all'interno di locali ad uso civile richiede necessariamente il ricorso a principi attivi che hanno una tossicità acuta o cronica relativamente bassa. Naturalmente anche il ricorso a questi prodotti presuppone l'adozione di tutte le norme in materia di sicurezza.
  • Lunga persistenza, alto potere abbattente, duplice azione per contatto e per ingestione: fatta qualche eccezione, l'insetticida ha effetto sugli scarafaggi che transitano nei siti irrorati, perciò l'insetticida deve persistere per tempi relativamente lunghi (alcune settimane), agire anche con il semplice contatto dei tarsi e dell'addome con le molecole disperse sulla superficie, agire in tempi rapidi, data la velocità con cui si muovono questi insetti (potere abbattente).
 
 

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