Il 22 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicava il suo “Manifesto del Futurismo”, corrente artistica che ebbe nel pittore Giacomo Balla uno dei massimi epigoni. I due non immaginavano certo che cent’anni dopo una stilista milanese, Daniela Rondine, si sarebbe ispirata proprio alle opere di Balla per disegnare le fantasie e le linee dei propri abiti.

Questi modelli hanno sfilato per la volta in Italia a Padova, presso lo Showroom “diDesign, showroom di nuove proposte di Art Design in anteprima a Padova”, in Galleria Borromeo 5, dove resteranno a disposizione dei visitatori sino al termine delle festività natalizie.

“L’esaltazione del colore e del movimento sono le due caratteristiche del Futurismo e di Balla che mi hanno sempre colpito” ha affermato Daniela Rondine. “È per questo motivo che li ritengo attualissimi, e ho cercato di renderli ancora più attuali abbinando le forme e i colori che mi hanno ispirato a tessuti ormai dimenticati come la crepes di lana, il raso di seta, la seta.”
Ma non è soltanto al Futurismo che Daniela Rondine è debitrice della sua originalità. La stilista ha infatti presentato, oltre ai sette capi ispirati a Balla e al capo ispirato al futurista Tullio Crali, anche otto modelli che propongono la riedizione di pattern creati non per la moda ma per l’arredamento, e inizialmente pensati per rivestire sedie e poltrone. Si tratta delle forme e dei colori di Charles & Ray Eames, Arne Jacobsen, Verner Panton, Camille Graeser, Alexander Girard.
A completare la particolarità dei modelli, le altrettanto peculiari acconciature di Daniela Rondine con cerchielli in piuma, oltre alle pochette, le cuffie e i cappellini.












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