Intervento dell'avv. Roberta Bonadeo legale del signor Vittorio Bonadeo.
Ad oltre un mese dall'inizio delle vicende giudiziarie che stanno investendo il mio assistito signor Vittorio Bonadeo, ritengo maturi i tempi per partecipare l'opinione pubblica di alcune considerazioni, al solo scopo di fornire ulteriori ragguagli utili ad una serena e obiettiva comprensione della vicenda.
Innanzitutto una precisazione. L'"Operazione Reset", ove è stato coinvolto il signor Bonadeo, e l'indagine "Dirty Leather", ove il medesimo non è in alcun modo coinvolto, riguardano fatti e circostanze del tutto diverse sia a livello dimensionale sia relativamente ai reati conseguenti. Per l'Operazione Reset si tratta di forse qualche centinaio di migliaia di euro di "mazzette" che avrebbero riguardato diverse persone nell'arco di dieci anni; per l'indagine "Dirty Leather si tratterebbe di centinaia di milioni di euro di evasione fiscale. L'unica nota in comune riguarda la circostanza per cui taluni soggetti coinvolti nella Dirty Leather sembrerebbero anche essere coinvolti nell'Operazione Reset, ma debbo ribadire che non è il caso del sig. Bonadeo. E non si tratta di una distinzione di dettaglio.
Relativamente alla misura cautelare cui è tuttora sottoposto il signor Bonadeo, ovvero gli arresti domiciliari che si protraggono da oltre un mese, ho già avuto modo di affermare assieme al collega avv. Riccardo Canilli, che assieme a me assiste il signor Bonadeo, che ritengo tale misura cautelare eccessiva. Non può infatti sussistere alcun pericolo di inquinamento delle prove considerate le ingenti indagini già effettuate, il numero degli interrogatori svolti, il numero delle persone sentite, e quindi la quantità di dati raccolti. A dimostrazione che le indagini si sono svolte "a tutto campo" dirò che il signor Bonadeo ha risposto senza negarsi a due interrogatori, in questo procedimento, ed ad un altro interrogatorio in altro procedimento; in passato è stato sentito come persona informata sui fatti, quindi è stato sentito e interrogato anche su fatti estranei agli attuali capi di imputazione.
Non credo inoltre sussista alcun pericolo di reiterazione dei reati che gli vengono contestati almeno per due motivi: l'età del mio assistito, data la quale egli esercita ormai la propria professione in forma molto ridotta (basti osservare che l'ultimo fatto che gli viene addebitato risale al 2007); la circostanza per cui tutti i funzionari degli Uffici coinvolti nell'Operazione Reset non lavorano più, impedendo oggettivamente qualsiasi possibilità di reiterare tali presunti reati da parte del signor Bonadeo.
Una circostanza ha scosso in particolare l'opinione pubblica, ovvero le presunte liason politiche del signor Bonadeo, che gli avrebbero permesso di "tamponare le indagini". Debbo sottolineare che questa questione è stata oggetto di attenzione più da parte degli organi di stampa che da parte degli organi giudiziari. Confermo quindi quanto già emerso, e cioè che il signor Bonadeo conosce ed è amico del sen. Stefano Stefani ancora dai tempi in cui quest'ultimo non partecipava attivamente alla vita politica. E qui si ferma ogni diverso fatto.
Sono avvocato e quindi, pur nell'ambito delle normali frustrazioni e delusioni che questa professione può dare, ho sempre avuto e continuo ad avere fiducia nella giustizia e nella magistratura, ma anche nella stampa e nell'opinione pubblica.
Il mio assistito è anche mio padre. Sono certa che saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti e alle accuse che gli sono state mosse, e riabilitare questa immagine di "oscuro manovratore" che gli è stata affibbiata. Dategli, e dateci, tempo.












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