La prestigiosa accademia fu fondata da Ferdinando IV di Borbone: mai le donne ne hanno fatto parte.
NAPOLI - Impacciate, ma felici. E soprattutto desiderose di tuffarsi nell’avventura della vita. Hanno sognato questo giorno, finalmente hanno in pugno il futuro.
Che non sarà in discoteca, ma nelle aule, nelle palestre e nelle camerate di una severissima e prestigiosa Accademia militare fondata nel 1787 da Ferdinando IV di Borbone. Sono le tredici ragazze che ieri mattina hanno varcato lo storico portone della Nunziatella, finora vietatissima al gentil sesso. Nessuna è napoletana, una è di Casoria, tre di Montesarchio, due di Benevento, due di Caserta, le altre di Pignataro Maggiore, Minturno, Capaccio, Formia. Hanno tutte la fermissima volontà d’intraprendere la carriera militare e sono irresistibilmente attratte dal fascino della divisa.
Molte andranno fino in fondo e dopo la laurea sceglieranno il Corpo nel quale raffermarsi; qualche altra forse lascerà prima, ma ricorderà per sempre l’esperienza vissuta nella scuola di Pizzofalcone che ha avuto come allievo Vittorio Emanuele III e come docenti Basilio Puoti, Francesco De Sanctis e Raffaello Franchini. Sabrina, Greta, Roberta, Italia, Michela, Ermelinda, Francesca, Marta, Ludovica, Federica, Irma e Rosaria hanno superato a pieni voti le selezioni didattiche e sportive e sono pronte al gran cimento. La divisa della Nunziatella, elegante e ambitissima, non l’hanno ancora avuta, ma va bene così, per oggi è sufficiente l’emozione del primo giorno e l’omaggio del tenente Sara Scala, in forza all’Esercito, e del comandante della scuola, colonnello Filippo Troise. Che si sbilancia in affermazioni impegnative: «Nel rispetto della tradizione, le scuole militari si pongono all’avanguardia non solo nell’attività formativa, ma anche nei processi evolutivi della società moderna». Le reclute studieranno in classi miste, ma per la pratica militare e le attività sportive saranno seguite da due caporali donne. Siamo all’avvio timido di una rivoluzione, insomma, e i militari, storicamente contrari all’abbattimento del muro, preferiscono procedere con cautela. Dopo decenni d’anticamera, lo sfondamento è avvenuto contemporaneamente a Napoli e a Milano, che è una «costola» della Nunziatella: 195 anni contro i due secoli e passa della scuola napoletana che sulla bandiera espone le 36 medaglie d’oro al valor militare guadagnate sul campo.
Nella lunghissima storia della scuola, le pagine più gloriose sono quelle scritte nel 1799: molti professori, ufficiali e allievi dell’Accademia aderirono alla Repubblica e svolsero un ruolo attivo nella difesa dei valori della democrazia e della patria. L’insubordinazione, naturalmente, non piacque a Ferdinando, che chiuse la scuola «per le ripetute e manifeste prove di non corrispondenza alle benefiche mire del re». Una consacrazione sul campo, insomma, per i patrioti. La scuola, intanto, riaprì solo nel 1806, all’arrivo dei francesi. La presentazione delle matricole è una cerimonia essenziale e toccante: prima sfilano le ragazze, poi i ragazzi. Sono presenti i familiari e qualche lacrimuccia ci scappa. L’interesse è tutto per le belle figliole che abbassano gli occhi e arrossiscono. Domani sarà già diverso, gli «anziani» si metteranno in caccia, ma, c'è da giurarlo, anche ieri mattina i ragazzi hanno sbirciato dalle finestre delle camerate. Da domani per le dieci matricole sarà dura perché si comincia a fare sul serio: sveglia alle 6,30 e subito dopo al lavoro, senza un attimo di sosta fino alle 22,30, quando suona il silenzio; il ritmo è febbrile, l’impegno durissimo: dopo le lezioni nel pomeriggio si svolgono le attività sportive che sono impegnative come e forse più di quelle didattiche. Per arrivare a varcare la soglia della scuola militare,ultimo baluardo di una cultura maschilista, le donne hanno impiegato quarant’anni. Nei vari corpi delle forze armate sono entrate all’alba del terzo millennio; nove anni dopo rappresentano il 5% dello schieramento e si sono già distinte anche nelle operazioni di sostegno alla pace in Iran e Afghanistan.
Prima d’ora, l’unico assalto alla Nunziatella venne portato da Rosanna Mele, figliola di un medico napoletano, che inoltrò domanda per partecipare alle selezioni. Il no fu secco e senza replica, ma Rosanna, che di grinta ne aveva da vendere, non si dette per vinta, minacciò ricorso alla magistratura perché nel bando di concorso non era specificato che l’ammissione era riservata ai maschi. «I vertici dell’esercito», racconta Sandro Castronuovo, autore di una fortunatissima storia della scuola militare, «dovettero riconoscere loro malgrado che la ragazza aveva ragione, le chiesero scusa, ma non cambiarono il no in sì. Una piccola vittoria, però, Rosanna l’ottenne: nel bando successivo, e fino al penultimo, è stato specificato che l’iscrizione era riservata ai maschi». Studenti illustri ce ne sono stati tanti, e del resto a Napoli l’appartenenza alla Nunziatella è uno status symbol. La città si è sempre divisa tra favorevoli e contrari. I primi sono stati sempre maggioranza: lo conferma Peppino Catenacci, che ha diretto l’Associazione degli ex allievi, e ci regala un’autentica chicca: il genialissimo architetto Vittorio Di Pace, 102 anni e ancora tanta voglia di vivere, ha istituito tre borse di studio destinate agli allievi che meglio commenteranno l’ingresso delle donne nella Nunziatella.












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