
Ieri sera, domenica (25 gennaio), è stato ferito un contadino palestinese dal fuoco dell'occupazione israeliana a est della provincia di Khan Yunes. Testimoni oculari hanno riferito che Hajj Subhi Qdeh, di 62 anni, è stato ferito dalle forze israeliane situate vicino alla striscia di confine, nella località di Khuza‘a, a est di Khan Yunes, dove hanno sparato in direzione dei contadini che si trovavano nei loro campi. Fonti mediche palestinesi hanno riferito che le condizioni di Qdeh sono molto gravi, perché è stato colpito in maniera diretta. Questa è l’ennesima violazione israeliana al cessate il fuoco dichiarato unilateralmente. Le forze di occupazione continuano infatti giorno e notte a sparare dalle torri di controllo e dal mare contro la Striscia di Gaza. Tre giorni fa un altro palestinese era stato ferito dai colpi sparati dai soldati israeliani a Khuza’a, mentre le navi militari israeliano avevano sparato contro i pescatori che cercavano di uscire in mare per rifornirsi di pesce.Dallo scorso 18 gennaio nella Striscia di Gaza è in atto una tregua unilaterale. Lo Stato di Israele ha prima posto termine all’offensiva via terra-aria-
acqua durata complessivamente 22 giorni, per poi ritirare progressivamente le sue truppe dal territorio palestinese. Questo ci viene detto. Questo prendiamo per buono. Poi capita di leggere una notizia ‘non allineata’ (in realtà simili notizie bisogna andarsele a cercare, perché i media italiani sono troppo impegnati ad occuparsi di Beckham che ieri ha segnato il suo primo gol in maglia rossonera per fornircele) e le certezze iniziano a vacillare, i dubbi si insinuano. E potremmo essere assaliti da un senso di dejà vu. Anche la tregua di sei mesi, iniziata lo scorso 19 giugno ed accettata da entrambe le parti, fu interrotta dallo Stato ebraico il 4 novembre. Quel giorno, con il mondo intento ad incoronare Barack Obama primo presidente nero degli Stati Uniti, l’esercito israeliano lanciò un attacco su Gaza, formalmente per distruggere un tunnel che Hamas stava costruendo, di fatto uccidendo quattro miliziani palestinesi. La risposta di Hamas, con colpi di mortaio sulle città israeliane di confine non si fece attendere, e giù via con i fatti che ormai ben conosciamo. O che crediamo di conoscere.
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