Corruzione o intrigo politico?
20 mila euro, questa la cifra che Giuseppe Costa, vicesindaco di Villafranca (Padova), con tessera di An, ha incassato come tangente da un noto imprenditore immobiliare locale, Adriano Rosetto, per impedire che un'antenna telefonica della Vodafon fosse piantata in terreni vicini alle proprietà dell'immobiliarista, bensì spostata più a sud delle stesse. La sentenza, emessa con rito abbreviato, ha così condannato per corruzione propria, contraria ai doveri d'ufficio, ad un anno e otto mesi di reclusione il vicesindaco, interdicendolo anche dai pubblici uffici per 4 anni. Un'anno, invece, la pena patteggiata dall'immobiliarista che gli consegnò la tangente. Entrambe le pene però sono state sospese. Il comune di Villafranca verrà risarcito con 35 mila euro netti, con l'aggiunta di 4 mila euro per le spese legali sostenute dall'amministrazione. Sullo sfondo di questa storia si apre però un giallo politico: la difesa sostiene, infatti, che vi sia una terza figura, un'imprenditore avversario politico di Conte, che ha getisto la situazione, agendo dietro le quinte. Il riferimento della difesa, secondo la stessa ben recepito anche dagli inquirenti, è a Nicola Nalotto, resosi autore di numerosi esposti contro gli amministratori del paese. I giudici non ne hanno però tenuto conto ai fini del verdetto. Giochi di potere o fantapolitica? La domanda rimane insoluta. L'unica certezza rimane la mazzetta!












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