Aeroporto di Comiso
L'aeroporto di Comiso, struttura aeroportuale della Sicilia sud-orientale, ha riaperto temporaneamente le proprie operazioni dopo lo stop imposto dall'eruzione dell'Etna, che ha coinvolto anche lo scalo di Catania.

Le eruzioni dell'Etna hanno causato la chiusura dell'aeroporto di Catania fino alle 18, mentre l'aeroporto di Comiso è stato riaperto dopo la sospensione forzata a causa della cenere vulcanica, con flussi di voli dirottati verso lo scalo siciliano.
La storia in breve
L'aeroporto di Comiso, situato nella provincia di Ragusa, è diventato un punto strategico durante l'emergenza vulcanica dell'Etna. Quando l'eruzione ha costretto alla chiusura dello scalo di Catania per rischi legati alla cenere, le autorità hanno dirottato più di 250 voli verso Comiso, che ha temporaneamente riaperto le operazioni. La struttura, sebbene di dimensioni più contenute rispetto a Catania, ha gestito circa cento arrivi in una singola giornata, come quello dell'11 agosto, dimostrando una capacità di accoglienza cruciale per la logistica del territorio.
Le fonti giornalistiche sottolineano che il blocco a Catania ha interessato circa 700 voli tra l'8 e l'11 agosto, con cancellazioni e riprogrammazioni che hanno spinto i vettori a utilizzare Comiso come scalo di riserva. Tuttavia, la riapertura non è stata priva di criticità: la cenere persistente ha richiesto monitoraggi costanti, e le operazioni sono state riavviate solo dopo aver verificato i livelli di sicurezza. Il caso di Comiso evidenzia il ruolo emergente degli aeroporti minori nella gestione delle emergenze, pur con limiti legati alla capacità operativa e alle infrastrutture.