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Dante Ferretti

Scenografo e costumista italiano, tre volte premio Oscar, celebre per le collaborazioni con registi internazionali e per il suo legame artistico e personale con Pier Paolo Pasolini, con cui ha lavorato alla realizzazione della Torre di Chia.

3 notizie collegate 0 storie Aggiornata 02/09/2026
Apre a Rimini la mostra su Dante Ferretti con i bozzetti di scena
Perché oggi se ne parla

Dante Ferretti è tornato al centro dell'attenzione pubblica per il suo intervento nel contenzioso legale sulla Torre di Chia, ultima dimora di Pier Paolo Pasolini, auspicando una rapida risoluzione nel rispetto della memoria del poeta e delle parti coinvolte.

Profilo

La storia in breve

Dante Ferretti è uno dei più importanti scenografi e costumisti italiani, riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo a produzioni cinematografiche di grande rilievo. La sua carriera, segnata da una lunga collaborazione con registi di fama mondiale, lo ha portato a vincere tre premi Oscar, testimoniando l’eccellenza e l’originalità del suo lavoro nel campo della scenografia e del costume.

Collaborazione con Pier Paolo Pasolini

Tra le collaborazioni più significative della sua carriera vi è quella con Pier Paolo Pasolini, regista, scrittore e intellettuale con cui Ferretti ha condiviso un profondo legame sia artistico che personale. Il loro incontro professionale ha lasciato un segno indelebile, particolarmente legato alla Torre di Chia, situata nel territorio di Soriano nel Cimino, nella Tuscia Viterbese. Questa struttura, acquistata da Pasolini nel 1970, divenne non solo la sua ultima dimora, ma anche un luogo di riflessione e creazione.

Ferretti ha raccontato di aver proposto a Pasolini l’uso di legno e vetro per ristrutturare il rudere, al fine di creare un dialogo armonioso tra architettura e paesaggio circostante, senza alterare l’aspetto originale del castello. Questa visione mirava a preservare l’essenza del luogo, integrandolo con la natura in modo sottile e rispettoso. La Torre di Chia, secondo Ferretti, rappresenta un ‘patrimonio dell’anima e del cuore’ del poeta, simbolo del loro rapporto umano e artistico.

La mostra ‘Bellezza imperfetta. Io e Pasolini’

Il legame tra Ferretti e Pasolini è stato recentemente celebrato nella mostra intitolata ‘Dante Ferretti – Bellezza imperfetta, io e Pasolini’, inaugurata il 3 agosto a Gradara. L’esposizione, promossa dalle istituzioni marchigiane, racconta il lavoro dello scenografo al fianco del regista, attraverso disegni, bozze, fotografie e testimonianze che illustrano il loro percorso condiviso. La mostra è stata inoltre presentata in altre sedi, tra cui la provincia di Pesaro e Urbino, confermando l’interesse pubblico per questa pagina di storia culturale italiana.

Impegno per la Torre di Chia

Negli ultimi anni, la Torre di Chia è diventata oggetto di un contenzioso legale riguardo alla sua proprietà. Dopo l’acquisto da parte di Pasolini nel 1970, un tentativo fallito di cederla allo Stato portò gli eredi a metterla in vendita all’inizio del 2020. Il 25 febbraio 2021, l’immobile passò formalmente all’attore Gabriele Gallinari. Nel luglio 2022, l’Università Agraria di Chia presentò un ricorso sostenendo che la terra e il fabbricato fossero proprietà collettiva dei ‘naturali di Chia’.

Il 7 aprile 2025, il Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana accolse le ragioni dell’ente agrario, dichiarando la Torre e i suoi terreni parte del patrimonio civico, annullando il contratto del 2021 e ordinando la reintegrazione nel demanio collettivo, con esecuzione affidata alla Regione Lazio. Gallinari impugnò la decisione, ma il 14 maggio 2026 la Corte d’Appello di Roma, sezione speciale usi civici, respinse la richiesta di sospensiva, ritenendo il reclamo ‘non manifestamente fondato’, e rinviò la decisione di merito al 4 luglio 2028. Il 16 giugno 2026, la Regione Lazio avviò formalmente la procedura di reintegra demaniale.

In questo contesto, Dante Ferretti è intervenuto pubblicamente, ricordando il suo legame con Pasolini e sottolineando l’importanza simbolica della Torre di Chia. Ha auspicato una risoluzione sollecita della vicenda, nel rispetto della memoria del poeta e con correttezza tra le parti coinvolte, ribadendo il valore del luogo non solo come bene materiale, ma come testimonianza di un incontro artistico e umano unico.

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