Policleto
Scultore greco del V secolo a.C., autore del Canone, il primo trattato teorico sulla proporzione nella scultura greca antica, che definisce ideale estetico armonioso.

Sta riscuotendo rinnovata attenzione nel mese di agosto 2024 grazie alla nuova ricostruzione in bronzo del Canone esposta al Parco Archeologico di Pompei, realizzata con matrici storiche e presentata con la partecipazione del ministro della Cultura.
La storia in breve
Policleto (Poliklitos) è stato uno scultore, bronzista e teorico greco antico attivo nel V secolo a.C., nato probabilmente ad Argo. È universalmente riconosciuto come autore del Canone, il più importante trattato sull'estetica e la proporzione nella scultura greca dell'antichità, che ha segnato un punto di svolta nella rappresentazione del corpo umano.
Il Canone e la sua influenza
Il Canone rappresenta un sistema matematico volto a armonizzare le parti del corpo in rapporto a un intero, per raggiungere l'idea di perfezione fisica e proporzionale. Questo principio ha influenzato profondamente la scultura classica e i successivi periodi artistici, becoming a reference point per la rappresentazione della bellezza ideale.
Sebbene la sua opera teorica sia andata perduta, la conoscenza del Canone proviene da copie romane e da testimonianze indirette. Tra queste, la più celebre è il Doriforo (o Diadòmeno), una statua attribuita a Policleto o a un suo allievo, scoperta a Pompei e conservata al Museo Archeologico Nazionale.
Negli ultimi anni, il Parco Archeologico di Pompei ha avviato una nuova iniziativa di ricerca per ricostruire scientificamente l'originale greco del Canone. A partire da studi pluriennali e ricerche filologiche, è stata realizzata una ricostruzione in bronzo, presentata nel 2026 in una cerimonia ufficiale.
L'evento ha visto la partecipazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del direttore Gabriel Zuchtriegel e del procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso. L'opera, realizzata con matrici storiche della Fonderia Chiurazzi, si basa su un secolo di analisi scientifiche sulle diverse copie esistenti, con l'obiettivo di restituire un modello filologicamente rigoroso dell'icona classica.
La presentazione ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra ricerca accademica e istituzioni culturali per rendere accessibile al pubblico un'eredità spesso confinata nei testi accademici. Il ministro Giuli ha definito l'iniziativa una sintesi tra studio e innovazione tecnologica.
La scultura è ora in esposizione permanente all'interno del Parco Archeologico di Pompei, dove entra in dialogo con il contesto archeologico e invita a una riflessione più ampia sulla scienza della bellezza e sul suo ruolo nella cultura contemporanea.