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Meloni e il Pd: «Ciociara» come insulto, la polemica che divide Pontedera e Roma

Un consigliere del Pd a Pontedera ha definito Giorgia Meloni 'ciociara' in senso dispregiativo. La premier risponde orgogliosa delle proprie origini, mentre…

Meloni e il Pd: «Ciociara» come insulto, la polemica che divide Pontedera e Roma
In breve
  • Consigliere Pd di Pontedera definisce Meloni 'ciociara' in senso dispregiativo durante seduta comunale del 30 settembre
  • Meloni risponde sui social: «Orgogliosa di essere ciociara», criticando l’uso del termine come offesa istituzionale e personale
  • Pd locale e sindaco di Pontedera giustificano l’episodio come un 'lapsus' tra 'ciociara' e 'caciarona'
  • La polemica riaccende il dibattito su pregiudizi storici legati alla Ciociaria, risalente anche al 2005 con Massimo D’Alema

Pontedera (Pisa), 30 settembre. Un termine che risuona da vent’anni nella politica italiana torna a dividere. Durante una discussione su una mozione dedicata alla libertà e all’autodeterminazione delle donne, il consigliere comunale del Pd Floriano Della Bella ha apostrofato Giorgia Meloni come «ciociara», nel senso più offensivo del termine, scatenando una polemica che ha raggiunto Roma. Il video dell’intervento è diventato virale, portando la premier a rispondere con un post sui social.

«Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione — ha scritto Meloni —, ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani. Per questi signori, essere ciociari è una vergogna. E se lo dici a qualcuno, equivale a umiliarlo». La premier ha sottolineato come la Ciociaria, terra di papi, condottieri, santi e artisti — da San Tommaso d’Aquino a Marcello Mastroianni —, non sia certo un insulto. Anzi, ha dichiarato di essere «orgogliosa» di esserne parte.

La reazione non si è fatta attendere. Il Pd locale ha cercato di smorzare le tensioni spiegando che si sarebbe trattato di un «lapsus»: Della Bella avrebbe inteso dire «caciarona» invece di «ciociara». Anche il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, ha confermato questa versione, definendo l’episodio un errore di comunicazione. Tuttavia, la polemica ha preso una piega diversa quando il presidente dell’Aula comunale, Marco Salvadori (Pd), ha richiamato sia Della Bella che un altro consigliere dem, Gian Paolo Quercetani, per l’uso di termini non consoni al ruolo istituzionale.

Leggi anche: Meloni e il termine offensivo: «Ciociara», un insulto che diventa orgoglio per una provincia intera

La vicenda non è nuova. Già nel 2005, Massimo D’Alema aveva usato l’espressione «semipresidenzialismo ciociaro» in una commissione bicamerale per attaccare il centrodestra, riaccendendo un dibattito su un termine che, per alcuni, è ancora legato a pregiudizi storici verso quella parte del Lazio meridionale. Meloni, invece, ha ribadito che la Ciociaria è una regione ricca di storia e cultura, e che non intende lasciarsi umiliare da un insulto che, per lei, non ha alcun peso.

Nel frattempo, il Pd di Frosinone ha invitato i colleghi di Pontedera a fare mea culpa, ma la tensione persiste. Meloni ha chiuso il post con un messaggio chiaro: «Viva la Ciociaria». La polemica, però, ha anche evidenziato una frattura più ampia tra il linguaggio politico e il rispetto dovuto alle istituzioni, soprattutto quando si tratta di origini e identità.

Intanto, il video dell’intervento di Della Bella continua a girare sui social, alimentando il dibattito su come si possano conciliare retorica e concretezza nel dibattito pubblico.

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