Riccardo Alemanno è stato rieletto presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (INT) per il triennio 2026-2029, in un Congresso nazionale che ha celebrato i trent’anni dalla fondazione dell’istituto. L’acclamazione unanime dei delegati ha confermato la continuità di un percorso avviato nel 1996, quando Alemanno guidò il Comitato promotore e poi divenne presidente nazionale. Il nuovo Consiglio nazionale, composto da professionisti con esperienza consolidata e tre nuovi membri, si prepara a portare avanti una linea politica orientata alla semplificazione fiscale e al rafforzamento del rapporto tra istituzioni e contribuenti.
Tra i vicepresidenti del nuovo Consiglio nazionale figurano Giorgio Del Ghingaro, Giuseppe Zambon e Salvatore Cuomo, mentre Edoardo G. Boccalini è stato nominato segretario. Il gruppo è completato da consiglieri come Claudio Barbieri, Davide Codello e Alessandro Della Marra, quest’ultimo anche rappresentante di Busto Arsizio, che ha proposto di estendere a livello locale iniziative di collaborazione tra professionisti, enti e categorie economiche per migliorare la fiscalità e semplificare gli adempimenti.
Il Congresso ha ribadito l’impegno del nuovo Consiglio a presentare proposte emendative alla Legge di Bilancio, un obiettivo condiviso dai delegati e già accolto con interesse dalle istituzioni. Il presidente Alemanno ha sottolineato come il nuovo team rappresenti una continuità operativa e una coesione sulle azioni da attuare, mantenendo lo ‘stile INT’ che ha permesso di costruire credibilità nel confronto con le istituzioni e di assistere migliaia di professionisti nella gestione quotidiana degli studi.
Nel suo messaggio, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha elogiato il ruolo strategico dei tributaristi nella riforma fiscale, definendoli alleati fondamentali per le famiglie e le imprese. «La collaborazione con l’INT è stata cruciale per la riforma che ha ridotto le tasse, semplificato il sistema e rafforzato il rapporto tra Stato e contribuenti», ha affermato Meloni, ricordando tra i risultati ottenuti la riduzione da 444 a otto dei testi normativi vigenti e l’introduzione del concordato preventivo biennale.
Anche il ministro Adolfo Urso ha evidenziato l’importanza dei tributaristi qualificati, figure chiave per orientare cittadini e imprese nel complesso sistema fiscale. Il ministro ha sottolineato come il Congresso si svolga in un momento cruciale per il fisco italiano, con l’imminente presentazione del nuovo Codice tributario e l’entrata in vigore, dal 2027, degli otto Testi unici che dovrebbero rendere il sistema più semplice e equo.
Tra i temi affrontati durante l’assise anche l’uso dell’intelligenza artificiale nella semplificazione fiscale, la tutela delle professioni e il rafforzamento del dialogo tra amministrazioni pubbliche, intermediari e contribuenti. Alessandro Della Marra, consigliere nazionale e rappresentante di Busto Arsizio, ha sottolineato l’opportunità di tradurre i risultati nazionali in iniziative concrete sul territorio, coinvolgendo enti locali e categorie economiche per migliorare la fiscalità locale e prevenire il contenzioso.
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Il Congresso ha chiuso con un omaggio ai trent’anni di impegno di Alemanno, che ha ribadito la propria determinazione a modernizzare il settore professionale e a consolidare la credibilità dell’INT. Nonostante le sfide accumulate in tre decenni, il presidente ha espresso entusiasmo per il futuro, sottolineando come la fiducia dei delegati e la condivisione degli obiettivi rappresentino una base solida per gli anni a venire.