Pier Ferdinando Casini, senatore del Partito Democratico e parlamentare ininterrottamente dal 1983, ha annunciato il suo ritiro dalla politica attiva. Con 70 anni alle spalle e una carriera che lo ha visto attraversare due repubbliche, due mandati a Strasburgo e la presidenza della Camera dal 2001 al 2005, il bolognese ha deciso di non presentarsi alle elezioni del 2027. «È giunto il momento di cedere spazio a personalità più in sintonia con le coalizioni che si presenteranno agli elettori», ha spiegato in un’intervista.
La scelta non è stata semplice. «Individuare il momento giusto per fermarsi è stato il passaggio più difficile», ha ammesso, sottolineando come la decisione sia maturata dopo anni di riflessione. Casini, che ha ricoperto ruoli di rilievo sia nella Democrazia Cristiana sia nel centrodestra di Berlusconi, prima di approdare al Pd, ha sempre considerato la politica una passione, ma non un dovere eterno. «La cosa più difficile non è stata arrivare o rimanere, ma sapere quando è il momento di andare», ha ribadito.
Tra i ricordi più vividi, quello del 1999, quando in qualità di presidente della Camera ricevette Giovanni Paolo II. «Un incontro che mi ha lasciato sensazioni uniche», ha raccontato, aggiungendo che ogni giorno in Parlamento è stato «entusiasmante». Nonostante il ritiro dalle elezioni, Casini non esclude un futuro ruolo istituzionale, come quello al Quirinale. «Al Quirinale non ci si candida, si viene eletti», ha precisato con ironia, lasciando intendere che la sua esperienza potrebbe ancora essere utile.
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La sua carriera ha attraversato pagine importanti della storia italiana, dalle trasformazioni degli anni Novanta alle sfide dell’Europa contemporanea. Ora, dopo aver visto passare generazioni di politici, Casini lascia il Parlamento con un messaggio chiaro: «È tempo di lasciare spazio a chi può rappresentare meglio le nuove sfide». La sua uscita arriva in un momento di profondo rinnovamento del panorama politico, ma anche come testimonianza di una carriera senza pari, fatta di dialogo, responsabilità e passione per l’istituzione.