Il tribunale del riesame ha confermato la detenzione per Michele Senese e altri esponenti della famiglia Senese, considerati tra i presunti mandanti dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, l’imprenditore romano ucciso nel 2018 e soprannominato Diabolik per il suo ruolo nel recupero crediti e i suoi legami con ambienti criminali. La sentenza chiude un passaggio delle indagini sulla 'ndrangheta a Roma, dove i clan calabresi consolidano il proprio controllo attraverso una rete di alleanze e conflitti che si estende dalla Capitale alla Brianza e alla Calabria.
Nel frattempo, a Monza e Brianza, il processo sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel territorio torna in aule giudiziarie. La Procura della Dda ha chiesto condanne fino a 11 anni per alcuni esponenti di cosche originarie di Vibo Valentia, accusati di gestire estorsioni, spaccio di droga e controllo delle piazze notturne. Le indagini, scaturite dall’operazione Freccia, hanno ricostruito un sistema basato su usura, recupero crediti forzati e intimidazioni, con metodi che ricordano quelli delle organizzazioni mafiosi. Il Tribunale di Milano ha già emesso 16 condanne, ma senza riconoscere l’associazione mafiosa.
In Calabria, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiuso le indagini sull’operazione Desert Storm, che ha smantellato una rete di narcotraffico legata al locale di Cirò Marina. Diciannove persone sono finite sotto indagine per associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina, marijuana ed eroina, con l’aggravante del metodo mafioso. Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia hanno permesso di ricostruire una gerarchia chiara: da Luca Frustillo, arrestato nel 2023, a Basilio Paletta, considerato il nuovo reggente del clan, fino a Cataldo Cozza, incaricato di gestire le piazze di spaccio e riscuotere i proventi.
Roma rimane il fulcro di queste dinamiche. La famiglia Senese, storicamente legata alla 'ndrangheta, agisce come un collettore degli interessi delle varie cosche, imponendo regole e riscuotendo quote sui profitti illeciti. Vincenzo Senese, in particolare, avrebbe avuto un ruolo centrale nella gestione di locali come la Lady Champagneria, dove convergono affari e investimenti di diversi clan. Emanuele Gregorini, noto come Dollarino, è stato indicato come uno dei suoi uomini di fiducia, con un ruolo chiave sia nei rapporti con la criminalità romana che con esponenti calabresi.
Le indagini rivelano un sistema in cui i clan non operano più isolati, ma si alleano e si dipendono reciprocamente. Chi vuole controllare il narcotraffico o le piazze notturne deve ottenere il beneficio di un nome forte, accettando di rispettarne le regole e di versare una quota dei profitti. Questo meccanismo, che unisce traffico di droga, controllo del territorio e solidarietà interna, spiega la resilienza di queste strutture anche dopo gli arresti.
Mentre a Roma si consumano gli ultimi scontri tra vecchie e nuove gerarchie criminali, la 'ndrangheta conferma la propria capacità di adattarsi e radicarsi nel tessuto sociale ed economico del Paese.