Oliver Stone ha lasciato Ferrara con un saluto affettuoso dopo una settimana di incontri e proiezioni che hanno celebrato la sua carriera. L'ultimo appuntamento della rassegna, tenutosi alla Sala Estense, ha visto la proiezione di *Platoon* (1986), il film che, insieme a *Salvador*, segnò una svolta decisiva nel suo percorso artistico.
Prima della proiezione, Stone ha percorso le Antiche Mura della città e visitato il salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, immergendosi nell'atmosfera storica di Ferrara. Durante l'evento, il regista ha riflettuto sulla propria produzione cinematografica, sottolineando come i temi centrali dei suoi film — pur con stili diversi — rimangano costanti nel tempo. «È come con gli abiti: le mode cambiano, ma il nucleo del pensiero rimane», ha spiegato, parlando dell'evoluzione della sua arte.
Stone ha anche ricordato le origini di *Platoon*, nato dalla sua esperienza come fante durante la guerra del Vietnam. Il film, inizialmente respinto per la sua crudezza, è diventato un punto di riferimento della sua carriera. «La verità, anche se dura, può essere emozionante», ha affermato, invitando il pubblico a guardare il film con occhi nuovi.
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L'assessore alla cultura Marco Gulinelli ha definito la presenza di Stone «un regalo per Ferrara», evidenziando come la sua opera rifletta esperienza, pensiero e sensibilità personale. Il volume realizzato per l'occasione, curato da Ferrara Arte, è stato lodato per la completezza degli interventi e delle analisi sul suo cinema.
La rassegna, organizzata dal Comune e Ferrara Arte, prosegue fino a domenica 18 ottobre con oltre venti proiezioni in versione originale, sottotitolate in italiano. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.