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Contratto bancari, il rinnovo resta in salita: il 21 ottobre l'Abi riunisce il direttivo

Stallo sul rinnovo del Ccnl bancari: i sindacati chiedono chiarezza. Il 21 ottobre l'Abi riunisce il direttivo per definire il mandato al tavolo.

Sede dell'Abi a Roma
In breve
  • Il rinnovo del contratto dei 260mila bancari è in stallo per la forte insoddisfazione sindacale.
  • L'Abi riunisce il Consiglio direttivo il 21 ottobre per definire un mandato di percorso.
  • Le divergenze riguardano trasparenza retributiva, gestione del part-time e sostenibilità.
  • I sindacati invocano un cambio di passo e minacciano risposte più incisive in assenza di svolta.

Il negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei bancari, che interessa circa 260mila dipendenti, attraversa una fase di stallo. Nonostante l'avvio di un calendario di incontri tematici, le organizzazioni sindacali hanno espresso forte insoddisfazione, giudicando il percorso tortuoso e privo di una prospettiva strategica condivisa.

Nel corso dell'ultimo confronto, focalizzato su benessere organizzativo e welfare, sono stati analizzati oltre 120 punti. Molte delle istanze presentate dai sindacati hanno tuttavia incontrato la chiusura dell'associazione datoriale. Le sigle lamentano l'assenza di risposte esaustive e la difficoltà di entrare nel merito delle questioni, percependo un approccio che tende a frammentare la discussione senza delineare un progetto complessivo per il futuro del credito.

Per tentare di superare l'impasse, l'Abi ha convocato per il 21 ottobre una riunione del Consiglio direttivo. L'obiettivo è definire un mandato di percorso per il Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, guidato da Ilaria Maria Dalla Riva, coinvolgendo l'intera struttura per valorizzare la pluralità delle posizioni. Questo passaggio è considerato cruciale per imprimere una svolta al tavolo negoziale, in vista dei successivi incontri già calendarizzati per la fine del mese.

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Le divergenze restano profonde: dalla trasparenza retributiva, per la quale l'Abi intende limitarsi al recepimento della normativa europea, fino alla gestione del part-time e alla rendicontazione della sostenibilità. I rappresentanti dei lavoratori, tra cui Lando Maria Sileoni della Fabi, hanno invocato un cambio di passo, avvertendo che, in assenza di una visione chiara sul modello di banca che si intende perseguire, la categoria è pronta a risposte più incisive.

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