Il 20 ottobre la Scala di Milano ha deciso di scioperare per 24 ore, mettendo a rischio la prima dello spettacolo Faust di Gounod. L’azione nasce da una lunga disputa con la sovrintendenza, che non ha soddisfatto la richiesta di un aumento salariale del 15 % della retribuzione annua lorda (RAL) per tutto il personale, con decorrenza a gennaio 2027.
Il 27 ottobre è previsto un blocco generale dei dipendenti del settore teatro, il cui contratto nazionale è stato rivisto l’ultima volta nel 2018. Le associazioni sindacali hanno espresso frustrazione per le proposte economiche avanzate da Federvivo, che prevedono un incremento del 18 % in tre anni, equivalente a soli 28 € lordi all’anno per un salario medio di 1 433,43 €.
Per i lavoratori scritturati, categoria che comprende attori, ballerini e tecnici, la proposta di aumento è del 20 % in tre anni, che si tradurrebbe in un incremento di appena 1,30 € lordi all’anno. I sindacati sostengono che queste cifre non riescano a compensare l’inflazione, che nel periodo di vacanza contrattuale ha raggiunto il 23 %.
Leggi anche: Sciopero nei teatri di Trento e Bolzano il 23 ottobre 2026
La mobilitazione si inserisce in un’ondata di proteste che ha paralizzato autostrade e agricoltori, tutti indignati per l’aumento dei costi energetici e dei carburanti. Le maestranze della Scala, pur avendo avuto incontri con la sovrintendenza, hanno confermato la loro posizione e annunciato manifestazioni e presidi di protesta.
Il contesto di crisi energetica e di inflazione ha colpito duramente il potere d’acquisto dei lavoratori del teatro, rendendo la richiesta di adeguamento salariale un tema centrale per la riuscita della nuova stagione teatrale in Italia.