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Scuola, il divario record tra stipendi di presidi e docenti. E sulle strade 12 milioni di auto in panne

In Italia i presidi guadagnano quasi il triplo dei docenti. Intanto, 12 milioni di automobilisti restano a piedi per guasti legati all'età delle auto.

Una scuola italiana e un'auto in panne su una strada
In breve
  • I presidi italiani percepiscono uno stipendio quasi triplo rispetto ai docenti, un record negativo in Europa.
  • Nell'ultimo anno, 11,7 milioni di automobilisti sono rimasti a piedi, spesso a causa di batterie scariche o pneumatici forati.
  • Il 43% degli automobilisti italiani viaggia senza assistenza stradale nonostante un parco auto con oltre 12 anni di età media.
  • Il costo medio per il recupero di un'auto in panne tramite carro attrezzi è stato di 165 euro.

Il sistema scolastico italiano evidenzia una disparità retributiva senza eguali nel contesto europeo. I dati relativi all'anno 2024/2025 confermano che i dirigenti scolastici percepiscono compensi che sfiorano il triplo di quelli dei docenti, un divario che non trova riscontri analoghi in nessun altro Paese dell'Unione.

Parallelamente, il Paese deve gestire un parco circolante sempre più vetusto, con un'età media dei veicoli che supera i 12 anni. Una condizione che si riflette direttamente sulla sicurezza e sull'affidabilità dei mezzi: nell'ultimo anno, circa 11,7 milioni di automobilisti sono rimasti bloccati a causa di guasti improvvisi. Nonostante la frequenza di questi imprevisti, il 43% dei conducenti circola senza alcuna copertura per l'assistenza stradale.

Tra le cause principali di fermo auto, la batteria scarica resta il problema più diffuso, con 4,9 milioni di casi, seguita dalle forature di pneumatici che hanno coinvolto 3,4 milioni di persone. Guasti più complessi a freni, motori o centraline hanno interessato altri 3,7 milioni di utenti, mentre circa 580mila automobilisti sono rimasti a piedi per aver esaurito il carburante.

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Di fronte all'emergenza, le reazioni sono eterogenee: il 38% degli automobilisti si è affidato a un'officina, mentre il 27% ha cercato supporto nella propria rete di conoscenze. Particolarmente oneroso il ricorso al carro attrezzi, utilizzato da 2,6 milioni di persone con un costo medio di 165 euro per il recupero del veicolo, una spesa che una polizza di assistenza avrebbe potuto mitigare.

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