Nel 2025, i minori non accompagnati in UE sono diminuiti a 31.100, rispetto ai 41.000 del 2024. Oltre il 67 % di loro arriva senza un adulto di riferimento. Circa 21.000, più di due terzi, provengono da Somalia, Egitto, Eritrea e Bangladesh.
Le rotte del Mediterraneo centrale e occidentale, che portano verso Italia e Spagna, registrano un 86 % di minori in transito che arrivano da soli. La maggior parte di coloro che raggiungono le coste italiane o attraversano la frontiera a nord‑est termina il viaggio chiedendo asilo in Germania, Francia, Spagna e Grecia. I gruppi più vulnerabili sono gli adolescenti di 15‑17 anni, ma anche bambini più piccoli si spostano lungo le frontiere orientali.
Secondo il rapporto, la riduzione dei canali legali e la gestione più rigorosa delle frontiere spingono i minori a fare affidamento sui trafficanti, esponendoli a violenza, sfruttamento e abusi. Quasi il 60 % dei viaggiatori del Mediterraneo centrale e orientale ha subito abusi fisici, con la Libia che si conferma il principale hub di violenza. Anche le rotte terrestri nei Balcani e lungo il Mediterraneo occidentale registrano alti tassi di violenza, con il 37 % e il 38 % dei minori vittime di aggressioni.
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Oltre alle violenze fisiche e psicologiche, molti minori hanno dovuto affrontare lavori forzati, detenzioni arbitrarie e violenze sessuali, soprattutto le ragazze in transito. I responsabili di tali atti sono gruppi armati, facilitatori e datori di lavoro.
Nel 2025 la mortalità nel Mediterraneo è aumentata del 145 %, con il tasso di mortalità che è passato dal 1,95 % al 4,65 %. Nonostante il calo degli arrivi, il numero di vittime è aumentato sia in termini percentuali che assoluti. Le agenzie ONU sottolineano che questi dati sono approssimati per difetto.