Milano torna sotto pressione. Dopo gli scontri del weekend che hanno interessato anche Torino e Bologna, il capoluogo lombardo è stato teatro di una nuova giornata di guerriglia urbana. Circa duemila persone, in gran parte giovani vestiti di nero e con il volto coperto, si sono radunate tra piazza Duomo e via Torino. Il bilancio è di una cinquantina di arresti, tra i quali spicca un dato significativo: solo undici dei fermati hanno raggiunto la maggiore età.
Le forze dell'ordine sono intervenute con reparti antisommossa, idranti e blindati per contenere i saccheggi e i danneggiamenti a vetrine, dehor e arredi urbani. Il sindaco Giuseppe Sala ha compiuto un sopralluogo tra le attività colpite, sottolineando che la gestione di una situazione così complessa non può risolversi nella sola repressione. Nel frattempo, il governo ha convocato per domani un Consiglio dei ministri straordinario. Sul tavolo c'è un nuovo decreto legge sulla sicurezza urbana che prevede, tra le misure d'emergenza, l'invio di 500 militari a supporto delle forze di polizia, un piano già anticipato dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha condannato duramente gli episodi, definendo le violenze inaccettabili e provenienti da "soggetti inediti". Il Capo dello Stato ha invocato un'analisi approfondita e una vigilanza attenta per contrastare fenomeni che pongono interrogativi di diversa natura. Intanto, le indagini proseguono: la Procura di Milano ha chiesto il carcere per alcuni dei maggiorenni coinvolti, descrivendo una preoccupante capacità di improvvisare azioni distruttive.
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Il clima resta teso anche in altre città. A Bologna, dove i danni provocati dai cortei sono stati stimati in 250mila euro, si registrano nuove occupazioni negli istituti superiori, una forma di protesta che si sta estendendo anche a Firenze. Gli studenti denunciano tagli all'istruzione e criticano le politiche governative, in un contesto in cui le famiglie dei ragazzi coinvolti negli scontri milanesi attendono risposte davanti alle questure.