Quella tosse che accompagna ogni cambio di stagione, il catarro ostinato e le infezioni che tornano ciclicamente vengono spesso archiviate come semplici malanni passeggeri. Eppure, quando il sintomo diventa un’abitudine, è necessario guardare oltre la diagnosi generica di bronchite. Potrebbe trattarsi di bronchiectasie, una condizione in cui i bronchi subiscono dilatazioni permanenti che ne alterano la struttura, ostacolando il naturale drenaggio del muco e favorendo l’infiammazione cronica.
La diagnosi non può limitarsi alla TAC del torace, pur restando quest'ultima il punto di riferimento per confermare la dilatazione bronchiale. Le linee guida europee aggiornate nel 2025 spingono verso un approccio più rigoroso: dopo l'imaging, è indispensabile inquadrare il paziente attraverso test microbiologici, valutazioni della funzione respiratoria e una ricerca mirata delle cause scatenanti, che spaziano da pregresse infezioni a fattori genetici o immunologici. Un passaggio fondamentale, introdotto dalle nuove raccomandazioni, è lo screening esteso per i micobatteri non tubercolari, da eseguire su tutti i pazienti per escludere complicazioni specifiche.
Sul piano farmacologico, il 2025 ha segnato un punto di svolta con l'autorizzazione europea del brensocatib. Si tratta di una terapia orale che agisce sull'enzima DPP1, riducendo l'attività infiammatoria dei neutrofili. Sebbene non sia una cura risolutiva, gli studi clinici hanno evidenziato una riduzione significativa delle riacutizzazioni. In Italia, il farmaco è stato classificato dall'AIFA nel febbraio 2026 in classe C(nn), risultando al momento non ancora rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.
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La gestione quotidiana resta il pilastro del percorso terapeutico. La fisioterapia respiratoria, personalizzata per insegnare tecniche efficaci di disostruzione, rimane essenziale quanto l'uso mirato di antibiotici inalatori o macrolidi. La ricerca scientifica, intanto, continua a esplorare nuove molecole inibitrici, confermando che, di fronte a una patologia cronica, la strategia di cura richiede un costante aggiornamento basato sulle caratteristiche specifiche di ogni paziente.