È morto mercoledì 21 ottobre 2026, a 70 anni, Roberto Bernabai, storico giornalista sportivo di La7. Se n'è andato dopo una lunga malattia, mantenendo fino all'ultimo la discrezione e il tono pacato che ne avevano segnato la carriera.
Nato a Roma il 6 febbraio 1956, laureato in Lettere, Bernabai aveva mosso i primi passi nel 1975 tra periodici ed emittenti locali. Il salto arrivò nel 1990 con l'ingresso nella redazione sportiva di Telemontecarlo. Da lì, per quasi trent'anni, il calcio internazionale divenne il suo pane quotidiano: tre Mondiali (Italia '90, Stati Uniti '94, Francia '98), tre Europei (1992, 1996, 2000) e le Olimpiadi di Barcellona '92. Per sei stagioni raccontò anche la Liga spagnola con la stessa cura riservata alla Serie A.
Con la trasformazione in La7, Bernabai restò assumendo il ruolo di caporedattore e conducendo il telegiornale. Portò in video uno stile che non urlava mai: pacato, preciso, rispettoso del telespettatore. I colleghi lo ricordano per quella calma che non era indifferenza, ma metodo.
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Parallelamente non aveva mai mollato la radio. Retesport, Radio Radio: microfoni aperti per la sua Roma, la squadra del cuore, raccontata con la passione del tifoso che non tradisce mai il rigore del cronista. In redazione come in onda, la stessa regola: i fatti prima di tutto.
La notizia ha fatto il giro delle redazioni romane in poche ore. Messaggi di cordoglio, ricordi di chi ha diviso la scrivania o la cabina di regia con lui. Perde il giornalismo sportivo un testimone diretto di tre decenni di grandi eventi, capace di coniugare l'esperienza sul campo con la sobrietà del racconto. Perde Roma una voce che sapeva parlare di calcio senza mai alzare la voce.