Al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, la celebre opera Dido and Aeneas di Henry Purcell prende vita in una versione che intreccia barocco e avanguardia, con una regia che mette in scena una storia di amore proibito tra due giovani donne.
Un classico riscritto in chiave moderna
La produzione, inserita nella 80esima stagione del Teatro Lirico Sperimentale, si distingue per l’uso di musiche inedite composte da Riccardo Panfili. Enrico Girardi, direttore artistico, ha spiegato come il compositore abbia lavorato a un “salto nel passato” partendo da elementi del XVII secolo ma sviluppandoli in maniera personale. Il risultato è una fusione tra il linguaggio barocco inglese e sonorità contemporanee, arricchita da percussioni, campane e una fisarmonica inserita nella struttura originale.
Regia e ambientazione: un futuro distopico
Il regista Tommaso Amodio ha trasferito la vicenda in un collegio autoritario, dove le giovani protagoniste vivono sotto una disciplina rigorosa e violenta. “In un futuro – o forse un passato – distopico”, ha dichiarato, “una dittatura esercita il proprio controllo sui corpi, e in particolare sui corpi femminili, stabilendo cosa sia accettabile e cosa non lo sia, nel desiderio e nell’amore”. L’ambientazione, ispirata a modelli di oppressione, richiama riferimenti a regimi totalitari, offrendo uno sguardo critico sulle dinamiche di potere.
Personaggi femminili e interpretazioni vocali
Le role di Didone ed Enea sono state affidate a Benedetta Grasso e Anna Pieri, due giovani cantanti selezionate dal Teatro Sperimentale. La loro interpretazione, caratterizzata da naturalità e duttilità, riesce a trasmettere la tensione emotiva di un amore nascosto. Sara Di Santo e Beatrice Caterino, nei ruoli delle “ancelle” e di una “Nereide”, contribuiscono a creare un coro che funge da contrappunto alle tensioni interne della storia.
Ricezione critica e prospettive future
Durante la prima, il pubblico ha mostrato apprezzamento per l’originalità della proposta, nonostante alcune imperfezioni nella pronuncia del coro inglese. La fusione tra Purcell e Panfili ha generato una “reazione chimica” stupefacente, secondo il direttore Marco Angius. Il prossimo appuntamento al Comunale di Todi (27 e 28 settembre) offrirà ulteriori opportunità di approfondire questa sperimentazione musicale.
La pièce, con la sua attenzione ai margini del testo e alle contraddizioni della repressione, si pone come un’esperienza teatrale capace di parlare a un pubblico attento alle tematiche di genere e di potere. L’uso di una lingua musicale che dialoga tra passato e presente dimostra come i classici possano essere reinventati senza perdere la loro forza espressiva.
Domande frequenti
Qual è la novità principale di questa produzione?
L’integrazione di musica inedita di Riccardo Panfili con il barocco di Purcell e una regia che ambienta la storia in un collegio femminile sotto un regime autoritario.
Quando si terrà il prossimo spettacolo?
Il 27 e 28 settembre al Comunale di Todi.