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Maxi-operazione contro la 'ndrangheta nel Cosentino: arrestato il sindaco di Corigliano-Rossano

Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi è stato posto ai domiciliari in un'operazione della Dda di Catanzaro contro la 'ndrangheta. 41 le misure…

Operazione dei Carabinieri contro la criminalità organizzata nel Cosentino
In breve
  • 41 misure cautelari eseguite il 28 ottobre 2026
  • Arresti domiciliari per il sindaco Flavio Stasi e il consigliere Pietro Lucisano
  • Indagine coordinata dalla Dda di Catanzaro sulle cosche della Piana di Sibari
  • Coinvolgimento di Damiano Pepe, figura centrale dell'inchiesta

Una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Ros, coordinata dalla Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Salvatore Curcio, ha portato all'esecuzione di 41 misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti legati alle cosche di 'ndrangheta operanti tra Cassano, Sibari e Corigliano-Rossano. Il provvedimento, scattato il 28 ottobre 2026, ha visto l'applicazione di 24 custodie in carcere e 17 arresti domiciliari.

Tra le persone raggiunte dalla misura cautelare degli arresti domiciliari figura Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, insieme al consigliere comunale d'opposizione Pietro Lucisano. Le accuse mosse dalla Procura distrettuale comprendono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, porto illegale di armi, intestazione fittizia di beni e patto elettorale politico-mafioso.

Al centro dell'inchiesta emerge la figura di Damiano Pepe, esponente della criminalità locale tornato in libertà nel 2019 dopo una lunga detenzione. Pepe è stato recentemente vittima di un agguato avvenuto davanti alla sua abitazione a Cassano allo Ionio, nel quale ha perso la vita la sua compagna, Silvana Sibarelli. L'episodio si inserisce in un contesto di forte tensione criminale che ha spinto gli inquirenti a intensificare le attività di contrasto sul territorio.

L'indagine ha coinvolto diversi esponenti di rilievo delle consorterie locali, tra cui Vincenzo Guidi, Rocco Azzaro, Carmine Ginese, Giorgio e Giovanni Arturi, Salvatore Galluzzi e Aldo Abbruzzese. Gli inquirenti hanno ricostruito una rete di attività illecite che spazia dal controllo del territorio alle infiltrazioni nel tessuto politico locale. Per quanto riguarda la posizione del sindaco Stasi, l'ipotesi accusatoria si concentra su presunti accordi elettorali, oggetto di approfondimenti investigativi basati su intercettazioni ambientali.

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