Il futuro dell'impiantistica sportiva milanese prende forma con l'annuncio ufficiale del nuovo nome: il nuovo stadio che sostituirà lo storico impianto cittadino sarà battezzato Generali Stadium. L'iniziativa si inserisce in un percorso di rinnovamento urbano che punta a raccogliere l'eredità di uno dei templi storici del pallone per proiettarlo verso i prossimi decenni.
Il progetto porta la firma di due architetti di fama internazionale, lord Norman Foster e David Manica. Secondo quanto illustrato dai progettisti, la struttura si distinguerà per una forma a catino e una posizione leggermente sopraelevata su un podio, pensata per facilitare gli accessi del pubblico e garantire una visibilità ottimale da ogni settore. L'esterno sarà caratterizzato da una geometria diagonale a incrociare che ricorda la punta delle lance, arricchita dai colori della squadra in campo e dalla proiezione dei volti dei calciatori più rappresentativi.
Dal punto di vista della capienza e delle dimensioni, l'arena potrà accogliere 71.500 spettatori. Il catino avrà un'altezza di 60 metri e una lunghezza di 270 metri, con le curve progettate per ospitare un muro di undicimila tifosi inclinato a trentasette gradi. L'attenzione all'acustica permetterà di amplificare il sostegno dagli spalti trattenendo il suono all'interno, così da preservare la quiete della vicina zona residenziale.
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Il piano urbanistico prevede interventi su un'area complessiva di 281.000 metri quadrati, con l'obiettivo di avviare i cantieri nel corso del 2028 e completare l'opera in vista della stagione calcistica 2031-2032. Particolare cura è stata dedicata alla sostenibilità ambientale attraverso l'impiego di un tetto fotovoltaico ed elettrico capace di recuperare l'acqua piovana, oltre a una flessibilità strutturale che consentirà di ospitare anche concerti ed eventi di football americano.