Mercoledì 28 ottobre, l'attrice americana Barbara Barrie è scomparsa a 95 anni a Manhattan, dopo aver ricevuto la diagnosi di un cancro terminale. La notizia è stata confermata da un rappresentante della famiglia Harnick, che ha ribadito la volontà dell'attrice di usufruire dell'assistenza medica prevista dalla legge dello Stato di New York sull'eutanasia.
Barbara Barrie, nata a Chicago nel 1931 come Barbara Ann Berman, ha avuto una carriera che ha attraversato più di sessant'anni. Ha iniziato sul palcoscenico negli anni Cinquanta, ha vinto il premio come migliore attrice al Festival di Cannes nel 1964 per il film "One Potato, Two Potato" e ha ricevuto una candidatura all'Oscar nel 1979 per la sua performance in "All American Boys".
Oltre al successo sul grande schermo, l'attrice ha partecipato a serie televisive di successo come "Barney Miller" e "Suddenly Susan" e ha ottenuto una candidatura ai Tony Awards per il musical "Company" di Stephen Sondheim. La sua vita personale è stata segnata da due figli, Jane e Aaron Harnick, con cui ha condiviso una relazione profonda.
Nel 1994, dopo aver superato un tumore al retto, Barrie ha deciso di impegnarsi pubblicamente nella sensibilizzazione sulla prevenzione oncologica, pubblicando due libri – "Second Act" (1997) e "Don't Die of Embarrassment" (1999) – che trattavano il tema della lotta contro il cancro e la gestione della malattia. Nel 2014 ha rivelato di soffrire di fibrosi polmonare idiopatica, una condizione degenerativa che ha ulteriormente complicato la sua salute.
La scelta di optare per il suicidio assistito è stata una decisione consapevole, in linea con la sua posizione pubblica a favore della legge sul fine vita dello Stato di New York. La famiglia ha dichiarato che la decisione è stata presa in piena autonomia e con il supporto medico, in un contesto di rispetto della dignità e della volontà personale.
La morte di Barbara Barrie riporta al centro del dibattito pubblico il delicato tema del diritto di scegliere come affrontare la fine della vita. La sua eredità, oltre alla sua carriera artistica, è rappresentata dalla sua voce chiara e dalla sua determinazione a difendere i diritti dei pazienti con malattie terminali.