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Sfratto, il Tribunale di Ascoli rischia di lasciare la sede entro fine anno

Casi di sfratti in Italia, San Marino e Spagna: il Tribunale di Ascoli Piceno rischia di lasciare la sede, 14 famiglie di San Marino, una coppia con disabile…

Avviso di sfratto affisso a una porta
In breve
  • Il Tribunale di Ascoli Piceno deve lasciare Piazza Orlini entro il 29 dicembre dopo sentenza d’appello, presidenti Agostini e Monti chiedono
  • 14 famiglie di San Marino a rischio sfratto: sindacato chiede verifica individuale e tavolo di confronto con le istituzioni.
  • Famiglia di Marchena (Spagna) vive in tenda dopo anni di attesa per alloggio agevolato, figlio disabile e madre in carrozzina.
  • Coppia anziana di Limena rischia asta casa: raccolta fondi via web per sanare debito di poche migliaia di euro.

La sentenza della Corte d’Appello di Ascoli Piceno impone al Tribunale di Ascoli Piceno di lasciare la sede di Piazza Orlini entro il 29 dicembre. Il presidente del Tribunale, Raffaele Agostini, e il procuratore della Repubblica, Umberto Monti, hanno richiesto una sospensione dell’esecuzione e hanno avviato un ricorso in Cassazione per danno irreparabile. Il sindaco Fioravanti ha definito la decisione inaccettabile e ha contattato il sottosegretario Albano. Il segretario provinciale del Partito Democratico, Francesco Ameli, ha sottolineato che il rischio era noto da anni e che il Partito aveva chiesto chiarimenti già nel 2024 e nel 2025 sulla trattativa con la proprietà, sui rapporti con il Demanio e sulle alternative in caso di esito negativo dell’appello. Nonostante le rassicurazioni e l’annuncio di un accordo per l’acquisto dell’immobile da parte dello Stato, la soluzione non è ancora stata perfezionata e un trasferimento nelle prossime settimane, tra archivi, sistemi informatici e sicurezza, risulterebbe estremamente complesso.

In San Marino, 14 famiglie assegnatarie di alloggi sociali sono state avvisate di sfratto nelle prossime settimane. La Confederazione democratica dei lavoratori sammarinesi ha evidenziato il paradosso dei “working poor”, che risultano formalmente “troppo ricchi” per mantenere una casa pubblica ma “troppo poveri” per sostenere i costi del mercato privato. Il sindacato chiede una verifica individuale caso per caso, il differimento dello sfratto entro i limiti di legge e un tavolo di confronto urgente con le istituzioni prima di procedere con gli sfratti.

In Spagna, a Marchena, la famiglia di Carlos, Dolores e il figlio diciottenne Yeray, costretto su una sedia a rotelle, ha vissuto per diversi giorni in una tenda nel centro della città. La famiglia è iscritta dal 2019 al Registro dei richiedenti alloggi ma non ha mai ricevuto una proposta di alloggio adatto alle loro esigenze. Dopo essere stati sfrattati dalla casa della madre di Dolores, i fratelli della donna si sono rifiutati di accettare un affitto, portando alla causa e allo sfratto. La famiglia richiede un alloggio al piano terra o comunque accessibile alle sedie a rotelle per evitare di finire per strada.

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In Italia, a Limena, la coppia anziana Maria e Franco rischia di perdere la propria abitazione a causa di un debito di poche migliaia di euro. La loro casa potrebbe essere messa all’asta se non riescono a saldare il credito. Alfredo Belluco, noto per la sua attività nella lotta per i diritti con l’associazione Sacra Casa Sacra Famiglia, e Radio Gamma 5 hanno organizzato una raccolta fondi per raccogliere le somme necessarie entro dicembre, evitando così l’asta e dando alla coppia il tempo di sistemare la loro situazione.

Questi casi evidenziano le criticità del sistema abitativo e giudiziario, mettendo in luce la necessità di politiche più efficaci per evitare sfratti di famiglie vulnerabili e garantire la continuità di servizi essenziali come il Tribunale di Ascoli Piceno.

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