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Lutto nel cinema indiano: muore a 57 anni il regista Sanjay Gupta dopo un incidente domestico

Il regista indiano Sanjay Gupta è morto a 57 anni dopo un incidente domestico a Mumbai. Cordoglio nel mondo di Bollywood per il cineasta.

Il regista Sanjay Gupta durante un evento pubblico
In breve
  • Sanjay Gupta è deceduto a 57 anni a causa di una caduta accidentale nella sua casa di Mumbai.
  • Il regista era noto per film crime come Kaante, Shootout at Lokhandwala e Mumbai Saga.
  • L'ultimo film diretto da Gupta, The Miranda Brothers, è stato distribuito nel 2024.
  • Numerosi esponenti del cinema indiano, tra cui Ashoke Pandit e Ronit Roy, hanno reso omaggio alla sua memoria.

Il mondo del cinema indiano è in lutto per l'improvvisa scomparsa di Sanjay Gupta, figura di rilievo come regista e produttore, venuto a mancare all'età di 57 anni. La tragedia si è consumata tra la tarda serata di venerdì e le prime ore di sabato all'interno della sua residenza di Mumbai, situata nella giurisdizione della stazione di polizia di Versova. Secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità, il cineasta avrebbe perso l'equilibrio cadendo accidentalmente in casa; il violento impatto ha provocato un trauma cranico con emorragia fatale. Sebbene al momento dell'accaduto la moglie, i due figli e il personale domestico fossero presenti nell'abitazione, il fatto che stessero dormendo ha impedito di prestare soccorso immediato, rendendo il ritrovamento possibile solo al mattino seguente. La famiglia non ha sollevato dubbi sulla dinamica, e la salma è stata posta a disposizione per gli esami autoptici di rito.

La notizia ha scosso profondamente l'industria cinematografica, innescando un'ondata di cordoglio tra colleghi e amici. Gajendra Chauhan, che aveva incontrato Gupta di recente presso gli uffici della Cine and TV Artistes' Association (CINTAA) per discutere alcune pratiche del comitato di risoluzione delle controversie, lo ha ricordato come un professionista lucido, composto e dotato di una rara competenza tecnica. Anche il regista Ashoke Pandit ha espresso il proprio sgomento, celebrando la vitalità e l'energia contagiosa che Gupta infondeva in ogni sua narrazione. Vindu Dara Singh, visibilmente provato, ha riflettuto sull'imprevedibilità del destino, sottolineando come la scomparsa del regista lasci incompiuti diversi progetti, tra cui l'atteso sequel della saga di Shootout.

La carriera di Sanjay Gupta ha lasciato un'impronta indelebile nel genere crime e thriller indiano. Tra le sue opere più iconiche figurano titoli come Kaante e Shootout at Lokhandwala, pellicole che hanno definito un linguaggio estetico distintivo, capace di coniugare azione serrata e dramma criminale. Più recentemente, nel 2021, aveva firmato la regia di Mumbai Saga, mentre il 2024 ha segnato l'uscita del suo ultimo lavoro, The Miranda Brothers. Parallelamente, come produttore, era impegnato nel progetto Visfot, che vede tra i protagonisti Fardeen Khan e Riteish Deshmukh.

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Nelle ore successive alla diffusione della notizia, numerosi esponenti del settore si sono riuniti presso la residenza del regista per porgere l'ultimo saluto. Tra i presenti figurano volti noti del calibro di Fardeen Khan, Ronit Roy, Rohit Roy, Gulshan Grover, Rakesh Roshan, Milap Zaveri e Sudhanshu Pandey. La perdita di Gupta priva il panorama artistico indiano di un narratore capace di bilanciare intensità drammatica e intrattenimento di genere. La comunità cinematografica si stringe attorno ai familiari, onorando la memoria di un uomo che ha dedicato l'intera esistenza alla settima arte, lasciando un'eredità artistica che continuerà a influenzare le future generazioni di cineasti nel Paese.

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