La serata NBA ha offerto spettacolo, record e risultati che cambiano le gerarchie. Oklahoma City ha rimesso in pista il proprio progetto nonostante gli infortuni, Los Angeles ha confermato il proprio potenziale con un Doncic fuori dal comune, mentre Philadelphia ha consolidato la leadership nella Eastern Conference grazie a LeBron James.
Il canadese Chet Gilgeous-Alexander ha scritto una delle sue migliori prestazioni stagionali contro Cleveland, portando i Thunder alla vittoria nonostante l’assenza di Scotty Pippen e Jalen Williams, entrambi infortunati. Con 43 punti (14 su 35 dal campo, 4 su 8 da tre e 11 su 12 ai liberi), SGA ha dimostrato di poter guidare la squadra anche senza le sue stelle. Il suo contributo non si è limitato ai tiri: nel finale ha rubato un rimbalzo decisivo e chiuso con 8 assist, dimostrando leadership anche sotto canestro. Cleveland, priva di una prestazione individuale di rilievo (il massimo è stato 17 punti di Mitchell), ha pagato il vuoto lasciato dagli infortuni.
Los Angeles ha scritto una pagina storica: Luka Doncic ha raggiunto quota 268 punti nelle prime sette partite stagionali, superando la soglia dei 40 punti per la quarta volta in stagione. Solo Wilt Chamberlain e Rick Barry avevano ottenuto un simile traguardo nelle prime sette gare. Lo sloveno ha chiuso con 42 punti (14 su 24 dal campo, 6 su 15 da tre e 8 su 10 ai liberi), accompagnati da 13 assist e 15 rimbalzi. Il trio formato da Doncic, Kessler (15 punti e 15 rimbalzi) e Reaves (27 punti) ha finalmente trovato la giusta intesa, mentre Miami – nonostante 30 punti di Bam Adebayo – non è riuscita a contenere la spinta dei Lakers, dominati in attacco e difesa.
Philadelphia ha confermato il proprio dominio nella Eastern Conference, vincendo per la quarta volta consecutiva e salendo in testa alla classifica. LeBron James ha chiuso con 15 punti, 7 rimbalzi e 9 assist, dimostrando ancora una volta la capacità di guidare la squadra. I Sixers hanno preso il largo nel terzo quarto, chiudendo con un vantaggio di 11 punti su Chicago, che non è mai riuscita a rientrare. Maxey (26 punti, 11 assist) e Brown (25 punti, 11 rimbalzi) hanno brillato individualmente, ma è stato il lavoro collettivo a fare la differenza.
Altre partite hanno scritto pagine importanti. Houston ha interrotto la striscia di cinque vittorie consecutive dei Celtics grazie a un Alperen Sengun da 26 punti e 10 assist, mentre Marcus Smart ha fatto la differenza difensivamente. Portland ha confermato il proprio valore con il ritorno di Damian Lillard, che ha trascinato i Blazers contro Denver, dove Murray (35 punti) e Jokic (23 punti) non sono bastati. San Antonio ha dominato Utah (22 punti di Markkanen, seconda miglior prestazione stagionale), mentre Detroit ha sorpreso Charlotte con 33 punti di Cunningham, che ha raggiunto la sua miglior prestazione stagionale.
Non sono mancate le sorprese: Toronto ha battuto Los Angeles (sponda Clippers) nonostante l’assenza di Kawhi Leonard, con Quickley (27 punti) e Barrett (26) a guidare i Raptors. New Orleans ha sfiorato la vittoria contro Memphis, dove Ty Jerome ha chiuso con 40 punti ma non è bastato per evitare la sconfitta. Washington ha vinto a Orlando grazie a Bradley Davis, che ha sfiorato la doppia doppia con 27 punti e 9 rimbalzi.
La stagione NBA prosegue con questo ritmo: squadre in ascesa, infortuni che cambiano le dinamiche e prestazioni individuali che fanno la differenza. Il prossimo appuntamento è fissato per domani, con le partite in programma che potrebbero aggiungere nuovi capitoli a questa stagione già ricca di emozioni.