Il robot Tribar, nato da un progetto congiunto tra Yale e l'Università di Bologna, ha dimostrato una capacità sorprendente: sopravvivere a una caduta da 5,7 metri su asfalto e rialzarsi per continuare a muoversi autonomamente. La sua struttura, costituita da tre barre rigide sospese da una rete di cavi elastici, assorbe gli urti senza comprometitare la funzionalità.
Robustezza testata in condizioni estreme
Lo studio, pubblicato su Nature Machine Intelligence, ha visto il robot cadere da un ponte alto 5,7 metri sopra una superficie asfaltata, una caduta considerata la più alta mai registrata per un robot di questo tipo. Nonostante l'impatto, Tribar ha ripreso il movimento senza assistenza esterna, grazie a un sistema di sensori flessibili incorporati nei cavi e a sensori di movimento interni che monitorano costantemente postura e orientamento.
Mobiltà su terreni variabili
Le prove hanno coinvolto diversi tipi di terreno: erba, ghiaccio, ciottoli e sabbia. Il robot ha superato pendenze fino a 28 gradi e si è orientato autonomamente su percorsi rettilinei, curvi e triangolari. Queste capacità indicano un potenziale utilizzo in ambienti difficili da raggiungere, come crateri extraterrestri o zone colpite da calamità naturali.
Un modello per il futuro della robotica resiliente
Secondo i ricercatori, la combinazione di semplicità meccanica, sensori distribuiti e controllo autonomo rende Tribar un punto di partenza per robot destinati a operare in scenari estremi. La ricerca dimostra come la resistenza agli urti e la capacità di adattamento possano superare i limiti tradizionali, aprendo scenari pratici per applicazioni in emergenza o esplorazione spaziale.
Il progetto, sostenuto da un team italo-americano, rappresenta un passo significativo verso robot in grado di operare in contesti inaccessibili, offrendo soluzioni concrete per ambiti come la ricerca in aree disastrate o le missioni planetarie.
Domande frequenti
Qual è l'altezza massima della caduta testata per Tribar?
I test hanno simulato una caduta da 5,7 metri su asfalto, la più alta mai registrata per un robot di questa tipologia.
Quali tipi di terreno ha superato Tribar durante i test?
Il robot ha dimostrato di muoversi autonomamente su erba, ghiaccio, ciottoli e sabbia, superando pendenze fino a 28 gradi.
Qual è la struttura principale di Tribar?
È composto da tre barre rigide sospese da una rete di cavi elastici, con sensori integrati per il controllo autonomo.