L'aggressione a Sofia
Momenti di forte tensione si sono registrati lo scorso 2 agosto a Sofia, dove un gruppo di giovani ebrei italiani, in gran parte provenienti dalle Comunità di Roma e Milano, è stato preso di mira da alcuni naziskin. I ragazzi, impegnati in un soggiorno di dieci giorni, si trovavano all'interno di un hotel quando tre uomini vestiti di nero, con indosso magliette raffiguranti teschi, hanno tentato di forzare l'ingresso della struttura.
Secondo quanto documentato da un video diffuso sui social, gli aggressori hanno provocato i giovani invitandoli a scendere in strada, urlando lo slogan "Sieg Heil" ed esibendosi nel saluto nazista. La situazione è degenerata quando, nonostante un primo intervento delle forze dell'ordine, il gruppo è tornato a bloccare gli accessi dell'albergo, continuando a minacciare e insultare i presenti.
La denuncia della Comunità Ebraica
Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha denunciato l'accaduto, sottolineando come i giovani non siano liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti a violenze e aggressioni verbali. La Comunità ha chiesto alle autorità bulgare di fare piena luce sull'episodio, identificando e perseguendo i responsabili.
Le reazioni della politica
L'episodio ha suscitato una vasta eco in Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà ai ragazzi, definendo l'antisemitismo un "germe da estirpare". Anche Maria Elena Boschi, presidente del gruppo Italia Viva alla Camera, ha sollecitato un intervento della Farnesina per garantire la sicurezza dei connazionali. Sulla stessa linea Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha invitato a non sottovalutare la crescita di organizzazioni neonaziste in Europa.
Domande frequenti
Cosa è successo a Sofia?
Un gruppo di naziskin ha tentato di fare irruzione in un hotel che ospitava adolescenti ebrei italiani, urlando slogan nazisti e minacciando i presenti.
Quali sono state le reazioni istituzionali?
Il ministro Tajani, la Comunità Ebraica di Roma e diversi esponenti politici hanno condannato l'episodio, chiedendo alle autorità bulgare di identificare i responsabili.