Il percorso verso l'attivazione della clausola
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha delineato alla Camera l'iter procedurale per l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Secondo il cronoprogramma, la Commissione europea esaminerà le richieste italiane nel mese di settembre, per poi sottoporre una raccomandazione al Consiglio. Il passaggio formale è previsto durante la riunione dell'Ecofin programmata per ottobre. Una volta ottenuto l'ok, il governo procederà allo scostamento di bilancio, in linea con quanto previsto dall'articolo 6 della legge 243 del 2012.
Le priorità: energia e difesa
Il governo ha chiarito le proprie intenzioni riguardo alla ripartizione delle risorse. Per quanto concerne la sicurezza energetica, l'Italia intende richiedere il massimo consentito, pari allo 0,6% del Pil, suddiviso in due quote da 0,3%. Sul fronte della difesa, l'impegno si attesterà allo 0,9% del Pil. Il ministro ha precisato che la scelta di utilizzare le spese già maturate al 28 febbraio risponde alle direttive specifiche della Commissione europea, che ha definito con rigore le fattispecie ammissibili.
La risoluzione unitaria del centrodestra
La maggioranza ha presentato una risoluzione unitaria che impegna l'esecutivo a monitorare costantemente la traiettoria di spesa. Il documento richiede esplicitamente di rafforzare la resilienza del sistema energetico e di valutare il ricorso a programmi di finanziamento agevolati, come il programma Safe, per le spese militari. Il monitoraggio avverrà con cadenza semestrale, entro il 15 aprile e il 15 ottobre di ogni anno, garantendo così alla Commissione europea dati aggiornati per le valutazioni di sorveglianza. Il dibattito, dopo il passaggio alla Camera, proseguirà nel pomeriggio presso il Senato.
Domande frequenti
Quando è previsto il via libera dell'Ue alla clausola?
Il via libera è atteso per la riunione dell'Ecofin nel mese di ottobre, dopo una valutazione della Commissione europea prevista per settembre.
Quali sono le percentuali di Pil destinate a energia e difesa?
Il governo punta allo 0,6% del Pil per la sicurezza energetica e allo 0,9% del Pil per le spese relative alla difesa.