Da Villa Versiliana, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo hanno denunciato una marcia stonata del partito, che per loro appare schiacciata a destra.
Parlando davanti a un pubblico ridotto dalla pioggia, i due hanno sottolineato un crescente malessere nella base militante, con Romeo che ha ricordato come da due anni il partito si limiti a "spegnere incendi" senza riuscire a costruire una strategia solida, come dimostrano le recenti difficoltà organizzative a Milano e lo striscione polemico comparso durante il raduno di Pontida.
Fontana e Romeo hanno proposto una leadership allargata e collegiale, che coinvolga amministratori locali, governatori e figure di spicco del territorio, partendo dalla proposta di integrare Luca Zaia in un organo decisionale più ampio. L’obiettivo è superare lo scollamento con il "mondo reale" e trasformare la struttura del partito in un modello confederato, simile a quello tedesco di CDU-Csu, con articolazioni autonome per Nord, Centro e Sud.
La soluzione, già avanzata in passato ma finora respinta da Salvini, è vista come l’unica possibilità per evitare che la Lega diventi una "brutta copia" in uno scenario politico dominato da Giorgia Meloni e dalla figura di Roberto Vannacci. Entrambi i dirigenti hanno precisato che il loro obiettivo non è colpire Salvini personalmente, ma correggerne la rotta prima che sia troppo tardi, come si fa con un amico che avverte un pericolo imminente.