Un sostegno concreto per i pazienti palestinesi
Oltre 4.600 flaconi di farmaci plasmaderivati sono stati inviati a Nablus, in Cisgiordania, per supportare i pazienti affetti da malattie emorragiche congenite. La fornitura, che comprende fattori VIII e IX della coagulazione e concentrati di complesso protrombinico, deriva dalle donazioni di plasma raccolte in Emilia-Romagna. L'invio risponde alla crescente difficoltà di accesso alle terapie in quell'area.
Il progetto Haemo_Pal
L'iniziativa si inserisce nel quadro di Haemo_Pal, progetto avviato nel 2021 e coordinato dal Centro Nazionale Sangue (Cns) insieme all'Istituto Superiore di Sanità, con il finanziamento dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Oltre alla fornitura di medicinali, il programma si è distinto negli anni per la formazione del personale sanitario palestinese, avvalendosi della collaborazione di professionisti delle reti italiane per operare sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania.
L'impegno etico del sistema trasfusionale
Luciana Teofili, direttrice del Cns, ha evidenziato come l'invio di questi farmaci rappresenti un impiego etico delle scorte eccedenti il fabbisogno nazionale. Il modello di cooperazione, basato sulla solidarietà, ha già permesso di estendere il supporto a diversi Paesi, tra cui Albania, Armenia, Afghanistan, El Salvador e India.
Domande frequenti
Qual è lo scopo del progetto Haemo_Pal?
Attivo dal 2021, il progetto destina le eccedenze di farmaci plasmaderivati italiani ai pazienti con malattie emorragiche nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, occupandosi anche della formazione del personale sanitario locale.
Quali medicinali sono stati spediti a Nablus?
La fornitura consiste in oltre 4.600 flaconi, tra cui fattori VIII e IX della coagulazione e concentrati di complesso protrombinico.