HOT•NEWS Il mondo. Adesso.

Flessibilità lavorativa in crescita: imprese e candidati sempre più allineati

Report Indeed e YouGov mostrano che l'87% delle aziende ritiene cruciale l'agilità organizzativa. In Italia, cresce l'uso di contratti flessibili…

Rapporto Indeed sulla flessibilità lavorativa

La flessibilità lavorativa sta assumendo un ruolo centrale nel mercato globale del lavoro. Secondo un report congiunto di Indeed e YouGov, basato su un sondaggio condotto su quasi 3mila datori di lavoro e oltre 7mila lavoratori in 12 Paesi, l'87% delle aziende ritiene che un'organizzazione agile sia determinante per i propri obiettivi di business. Parallelamente, il 64% dei candidati afferma di considerare la flessibilità un elemento chiave nella ricerca di occupazione.

Le forme di lavoro flessibile includono modalità ibride, ruoli a contratto, collaborazioni interinali, posizioni da remoto e rotazioni professionali. Questo modello, che integra l'utilizzo crescente dell'intelligenza artificiale, sta modificando le aspettative di aziende e lavoratori, soprattutto tra le nuove generazioni. In Italia, la tendenza rispecchia quanto osservato a livello globale, con una maggiore apertura verso soluzioni non standard.

Secondo l'ultimo report di Indeed, il 28% dei candidati italiani si identifica come lavoratore flessibile, contro il 21% della media globale. Inoltre, il 56% delle aziende italiane utilizza collaboratori occasionali, superando la media internazionale del 53%. Le motivazioni principali dei candidati risiedono nella flessibilità (30%) e nell'equilibrio vita-lavoro (29%), mentre il 31% delle imprese riconosce questa richiesta come fattore trainante per le assunzioni.

In Italia, il mercato del lavoro mostra una crescente presenza di contratti a termine, arrivati a 2,5 milioni di occupati a giugno 2026, in crescita del 3,7% rispetto a maggio. La flessibilità organizzativa è percepita come vantaggiosa per la riduzione dei costi e la ricerca di competenze specialistiche, in un contesto segnato da carenze di manodopera tecnica.

Nonostante ciò, i datori di lavoro italiani restano più cauti sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale rispetto ad altri Paesi. Solo il 70% ritiene che l'AI benefici sia le aziende che i lavoratori, sotto la media globale, mentre il 45% dei candidati riconosce un vantaggio condiviso. Tuttavia, il 60% delle aziende prevede di incrementare il ricorso a figure flessibili nei prossimi mesi, con una forte aspettativa da parte dei candidati di accedere a modelli di lavoro ibridi e orientati ai risultati.

Ti è stato utile questo articolo?
↑