Al Meeting di Rimini, nel panel ‘Il welfare non è un benefit. L’impresa, la persona, il lavoro’, il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha illustrato la necessità di trasformare il welfare da mera raccolta di bonus a infrastruttura civile integrata.
Per Fava, il welfare non può più essere concepito come una serie di misure isolate – agevolazioni fiscali, bonus una tantum o polizze particolari – ma come un sistema coeso capace di sostenere le persone nei punti di svolta della vita senza costringerle a decisioni impossibili.
“Non conta il numero delle prestazioni, ma l’idea di società che esse esprimono” ha affermato Fava, ricordando che un welfare efficace rende la libertà reale e non solo formale. Ha fatto esempi concreti: una donna che non deve più scegliere tra maternità e lavoro, un giovane che può costruire un futuro stabile senza incorrere nella precarietà cronica, una famiglia che non si sente sola nell’assistenza a una persona fragile.
Fava ha poi richiamato la necessità di superare la frammentazione dei servizi. “Il cittadino non può più essere chiamato a integrare tra istituti, database e servizi che non comunicano. Spetta alle istituzioni collegarsi in modo fluido e restituire alle persone la possibilità di comprendere, scegliere e progettare il proprio percorso”, ha detto.
Nel 2025 i lavoratori assicurati all’Inps sono arrivati a circa 27,2 milioni. “Se il lavoro è discontinuo, povero o irregolare, il futuro previdenziale si fa più fragile. Le pensioni di domani dipendono dalla qualità dell’occupazione odierna”, ha ricordato il presidente.
Per rispondere a queste sfide, l’Inps sta promuovendo l’Officina del welfare, un modello che intende creare una rete tra amministrazioni pubbliche, imprese, parti sociali, territori e Terzo Settore, trasformando prestazioni isolate in percorsi coerenti lungo l’intero arco della vita.
“Il welfare non è ciò che una società concede quando qualcuno cade. È ciò che costruisce affinché nessuno sia lasciato solo”, ha concluso Fava, evocando un sistema che sostiene attivamente la coesione sociale.