Le parti sociali hanno lanciato un appello al Governo per disegnare un nuovo assetto fiscale destinato a under 35, nella speranza di trattenere la forza lavoro più qualificata nel Paese.
Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha illustrato la proposta durante il convegno organizzato a Rapallo all'inizio di giugno. La sua richiesta si inserisce nell'ambito più ampio del dibattito sulla cosiddetta Start tax, una riforma dell'Irpef che prevede una progressività legata all'età dei contribuenti.
La proposta prevede un Irpef decrescente su cinque anni, con aliquote che passano dal 100% al 20% per chi guadagna fino a 50mila euro l'anno. In termini pratici, chi guadagna 25mila euro lordi all'anno potrebbe vedere un netto mensile aumentare di circa 270 euro, mentre chi raggiunge i 35mila euro potrebbe beneficiare di quasi 400 euro in più al mese. Il costo complessivo è stimato intorno ai 10 miliardi.
La proposta, che si concentra sulla necessità di creare condizioni per permettere ai giovani di scommettere sul proprio futuro nel Paese, non si limita ai tecnicismi ma apre a un confronto più ampio tra le politiche fiscali attuali e le esigenze del mercato del lavoro giovanile.
Secondo l'economista Tommaso Nannicini e il chief policy analyst Marcello Orecchia, sarebbe necessario rivedere le misure finora adottate, tra cui la decontribuzione per i giovani, che non ha prodotto gli effetti sperati.
La discussione si inserisce in un contesto in cui il saldo migratorio negativo dei giovani, con 141mila espatri nel 2024, evidenzia la difficoltà di trattenere i talenti formati in Italia. La proposta della Start tax, tuttavia, mira a cambiare questa tendenza creando un sistema fiscale più equo e progressivo, che tenga conto dell'età e del potenziale di sviluppo dei giovani.
Anche il sindacato ha espresso favore verso questa linea, pur chiedendo attenzione ai dettagli tecnici. La proposta trova opposizione in alcune forze politiche, come la Lega, che privilegia una flat tax, ma potrebbe diventare parte integrante del prossimo quadro normativo.
Confindustria, insieme a Confprofessioni, propone da tempo un regime fiscale dedicato ai giovani, che prevede detrazioni annuali consistenti. L'idea centrale è quella di attribuire un vantaggio fiscale che si traduca in un reddito disponibile più alto, per chi inizia la carriera e ha un patrimonio netto ancora limitato.
Il dibattito è destinato a evolversi nel prossimo anno, con l'obiettivo di inserire misure definitive nella legge di Bilancio 2027. L'obiettivo condiviso è quello di costruire un sistema che non premi solo il ritorno dei cervelli emigrati, ma valorizzi chi decide di restare e investire nel Paese.