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Italia Nostra, appello al ministro Giuli per ritirare il parere favorevole alla riqualificazione dello Stadio Flaminio

Appello di Italia Nostra e associazioni culturali al ministro Giuli per ritirare il parere positivo sulla riqualificazione dello Stadio Flaminio, considerato

Appello culturale per la tutela dello Stadio Flaminio

Un appello sottoscritto da Italia Nostra e da altre associazioni culturali e accademiche è stato inviato al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per chiedere il ritiro in autotutela del parere di massima favorevole rilasciato dalla Soprintendenza Speciale di Roma sul progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio proposto dalla Società Sportiva Lazio.

Gli artefici del progetto, presentato come intervento di recupero e valorizzazione, sarebbero in netta contraddizione con il Piano di conservazione interdisciplinare dello stadio, elaborato da Sapienza Università di Roma in collaborazione con la Fondazione P.L. Nervi e do.co.mo.mo. Italia. Tale documento, definito dalla stessa Soprintendenza come "strumento metodologico e operativo prioritario" per la tutela del patrimonio del Novecento, stabilisce precise prescrizioni di conservazione.

Le organizzazioni firmatarie hanno sostenuto che la ristrutturazione proposta comporterebbe una "concreta cancellazione" di parti dell’opera degli architetti Pier Luigi e Antonio Nervi. Secondo loro, anche se la struttura rimarrebbe in piedi, la sua componente architettonica di valore verrebbe resa "invisibile", comportando una perdita irreversibile di un capolavoro del patrimonio monumentale del XX secolo.

La contestazione include anche una critica verso il comportamento della Soprintendenza, accusata di aver abbandonato il ruolo di garante tecnico e critico per accettare un’autorizzazione priva di un reale discernimento critico. Gli appellanti hanno definito l’intervento della Soprintendenza "imbarazzato", soprattutto per la scarsa attenzione alle linee guida di conservazione adottate in accordo con le autorità competenti.

Per questo motivo, hanno chiesto al ministro di avviare una verifica più rigorosa, facendo riferimento alle disposizioni del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, al fine di garantire una tutela effettiva e coerente con le finalità del Piano di conservazione interdisciplinare dello Stadio Flaminio.

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