Chiara Ferragni è finita sotto shock durante l'escursione in Perù, sulla celebre Rainbow Mountain, a più di 5.000 metri di quota. L'imprenditrice, in compagnia del fidanzato José Hernandez, ha raccontato di aver accusato un improvviso malore dopo una giornata trascorsa in altura. Il sintomo principale è stata la difficoltà a respirare: «Mi sembrava di non respirare», ha spiegato senza giri di parole. A farne testo è stato un post pubblicato direttamente sui suoi canali, in cui ha voluto condividere la disavventura vissuta nel Paese sudamericano.
Il malore è comparso quando la parte più impegnativa dell'escursione sembrava ormai alle spalle. Dopo essere tornata a Cusco, essersi fatta una doccia e aver uscito per fare degli acquisti, qualcosa è cambiato. Una botta di calore, una sudorazione improvvisa e un senso di vertigine hanno iniziato a farsi sentire. In pochi minuti è scattato il panico: la sensazione di non riuscire a inspirare a dovere l'ha spaventata. La risposta è stata rapida. Rientrata in hotel, il gruppo si è attivato subito. Tra gli amici c'erano alcuni medici e la struttura disponeva di ossigeno medicalizzato. L'intervento è stato decisivo per stabilizzare i sintomi e scongiurare conseguenze più gravi.
La paura iniziale si è attenuata con il tempo, ma l'episodio ha lasciato un segno. Ferragni ha deciso di raccontare tutto con trasparenza, senza drammatizzare, per sottolineare quanto l'altitudine possa essere imprevedibile, anche per chi sembra ben allenato. L'espressione usata pochi giorni prima, quando aveva scherzato sulla propria capacità di adattamento a quell'aria rarefatta, ha assunto un senso ironico alla luce di quanto accaduto: «Madonna, però cavolo, non abbiamo neanche sofferto l'altitudine!», aveva detto, ora con un tono diverso.
La giornata sulla montagna arcobaleno era iniziata con leggerezza. Salita a 5.036 metri, la vista è stata tra le più suggestive del viaggio. Ma la quota si è fatta sentire in modo imprevisto, soprattutto durante il recupero. Il corpo, nonostante i primi segnali di resistenza, ha iniziato a cedere. I sintomi – vertigini, sudorazione e difficoltà respiratorie – hanno richiesto attenzione medica immediata. Fortunatamente, l'ospedale di Cusco è attrezzato per situazioni di questo tipo e l'ossigeno supplementare ha fatto il resto.
La mattina dopo, dopo una notte di riposo, i sintomi sono scomparsi. Prima della partenza per Lima, Ferragni ha voluto chiudere il capitolo con una battuta, riferendosi alla sua precedente sicurezza: «Mai sentirsi una figa», ha scritto, prendendo in prestito un'espressione popolare per commentare l'ironia di quanto accaduto. Il messaggio, apparentemente leggero, nasconde una riflessione sulla fragilità del corpo di fronte alla natura e sull'importanza di non sottovalutare i segnali del proprio organismo.
La vacanza peruviana, tra Cusco, Machu Picchu e la Rainbow Mountain, si è conclusa con un ricordo che non riguarda solo i paesaggi mozzafiato, ma anche una lezione importante sulla salute e sulla necessità di ascoltare il proprio corpo. L'episodio non è diventato un allarme, ma una testimonianza concreta di come anche le situazioni più tranquille possano riservare sorprese. La foto condivisa in ospedale, con la bombola d'ossigeno accanto, è diventata un simbolo di questa esperienza.